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Spagna, S&p taglia il rating “Stritolata dalla recessione”

Standard & Poor’s taglia il rating della Spagna da BBB+ a BBB-, con outlook negativo. Ormai solo un gradino separa il debito pubblico di Madrid dal “rating spazzatura”, e non si tratta di un’ipotesi estrema: S&P ha precisato che sono possibili ulteriori declassamenti se il sostegno politico alle riforme dovesse affievolirsi o se quello dell’Eurozona non riuscirà a rendere nuovamente sostenibile per la Spagna il costo del finanziamento del debito. Il nuovo taglio di S&P arriva a due mesi dal precedente deciso dall’agenzia statunitense, e a 24 ore dalle previsioni piuttosto pessimistiche diffuse dal Fondo Monetario Internazionale, che ritiene che la Spagna non raggiungerà gli obiettivi sul deficit né quest’anno né il prossimo e che il Pil calerà nel 2012 dell’1,5% e nel 2013 dell’1,3% contro il -0,5% stimato invece dal governo.
E in effetti a pesare sulla decisione di Standard & Poor’s, si legge nella nota diffusa dall’agenzia, c’è proprio la «profonda recessione » dalla quale l’economia spagnola non riesce a emergere, con un tasso di disoccupazione salito ormai al 24,4% (e definito nei giorni scorsi «inaccettabile» dalla
Commissione Ue). Una recessione che, sottolinea S&P, «limita le opzioni politiche messe a disposizione del governo». A rendere buio il futuro di Madrid c’è anche la questione non risolta della crisi delle banche, con una carenza di credito che strangola ogni giorno di più l’economia. Ancora ieri, nell’incontro con il presidente francese François Hollande, il primo ministro spagnolo Mariano Rajoy ha mantenuto il più stretto riserbo sull’eventuale richiesta di aiuto al neonato Meccanismo di stabilità europea.
Rajoy, nella conferenza stampa congiunta al termine dell’incontro con Hollande (prima che venisse diffusa la notizia del downgrading di Standard & Poor’s) ha riconosciuto che: «la Spagna vive un momento economico difficile». «Il nostro grande obiettivo – ha aggiunto però – è rilanciare politiche che sviluppino la crescita e l’occupazione». Le stime del Fmi, ha poi aggiunto, «non sono buone per la Spagna, ma non lo sono nemmeno per gli altri Paesi europei. Quello che spero, è che non si realizzino, e che si realizzino invece quelle del governo ». Nessuno commento più preciso, però, sulle prossime mosse del suo esecutivo, sia in materia di decisioni di politica interna che di ricorso all’aiuto dell’Esm.
A pesare sulla decisione di Standard & Poor’s ci sono anche le frizioni tra il governo centrale di Madrid e le autonomie regionali, aggravate dai tagli sulle comunità locali, a loro volta sempre in maggiori difficoltà finanziarie. In questo senso, sottolinea l’agenzia di rating, «un grande elemento di incertezza è rappresentato dalle elezioni amministrative all’orizzonte».

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