Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Spa, sufficienti 50 mila euro

Spa con 50 mila euro di capitale ed esclusione, nelle srl, degli obblighi di controllo legale legati a un ammontare minimo del capitale sociale. Sono queste le modifiche di maggior rilievo apportate agli art. 2327 e 2477 del codice civile dal dl sulla crescita e la produttività approvato il 13 giugno scorso dal Consiglio dei ministri.

Semplificazioni riguardano anche procedure di stima nei conferimenti e l’esercizio del diritto di opzione nella emissione di nuove azioni.

Capitale sociale senza pace

Dopo aver portato il capitale minimo delle srl da 10.000 a 1 euro, il legislatore interviene e riduce anche il capitale minimo per la costituzione di Società per azioni e Società in accomandita per azioni, che passa da 120.000 a 50.000 euro. Tale riduzione si prefigge probabilmente di «rivitalizzare» la costituzione di spa, tipologia societaria che nel nostro paese, dalla riforma del diritto societario, ha subito nei numeri una riduzione di oltre il 30%, passando dalle oltre 60.000 unità del 2004 a poco più di 40.000 nel 2014.

Tale riduzione sortisce un duplice effetto:

1) viene consentito di costituire una spa con un capitale ridotto, e quindi anche in sede di sottoscrizione dell’atto costitutivo il 25% dei conferimenti in denaro da versare in banca da parte dei soci (ex art. 2342 c.c.) si ridurrà da 30.000 euro a 12.500. Nei casi di conferimenti in natura o crediti e nelle spa unipersonali il capitale da conferire o versare in banca in unica soluzione sarà invece di 50.000 euro;

2) il secondo effetto riguarderà le perdite. L’art. 2447 c.c., in particolare, prevede che gli obblighi legati alla perdita di oltre 1/3 del capitale che riduca lo stesso al di sotto del minimo legale andranno a prodursi quando il capitale, per effetto di perdite, si riduca al di sotto degli 80.000. Tale limite, d’ora in avanti sarà pari a 33.333. In altri termini solo qualora il capitale scendesse al di sotto di quest’ultimo valore i soci saranno obbligati alla ricapitalizzazione (immediata), alla trasformazione regressiva o allo scioglimento della società.

Meno controlli nelle srl

Dopo aver ridotto il numero dei controllori da 3 a uno nelle srl, il legislatore interviene con ulteriore «mannaia» sull’organo di controllo. Con modifiche mirate all’art. 2477 c.c., infatti, viene «sciolto», il vincolo fra l’obbligo di nomina dell’«organo di controllo monocratico o di un revisore» e capitale sociale, rendendo del tutto irrilevante l’ammontare di quest’ultimo ai fini della nomina del controllore (come peraltro avviene negli altri ordinamenti europei).

In pratica, d’ora innanzi la nomina dell’organo di controllo sarà legata esclusivamente al superamento dei parametri che obbligano la società alla redazione del bilancio in forma ordinaria, al fatto che la srl sia tenuta alla redazione del bilancio consolidato o che controlli una società legata a sua volta al controllo legale dei conti. Di contro l’ammontare del capitale sociale, pari a 50 mila o a 120 mila euro, non determinerà più alcun obbligo di nominare un controllore.

Evidentemente, le società che sulla base delle regole abrogate avessero provveduto a tale nomina potranno escludere nuove nomine, presumibilmente al termine del decorso triennio successivo alla nomina effettuata. Tali disposizioni incideranno anche sull’obbligo di nomina del collegio sindacale nelle coop, in relazione al richiamo effettuato dal primo comma dell’art. 2543 all’art. 2477 c.c.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

L’anno del Covid si porta via, oltre ai tanti morti, 150 miliardi di Pil. Ma oggi si può dire che...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Forte crescita dell’attività di private equity nei primi due mesi dell’anno. Secondo il dodices...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Goldman Sachs ha riavviato il suo trading desk di criptovalute e inizierà a trattare futures su bit...

Oggi sulla stampa