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Spa, perdite più fronteggiabili

Maggiore tolleranza alle perdite nelle spa. Le nuove regole, introdotte dal dl 91/2014 che modificano l’art. 2327 c.c e riducono il capitale minimo da 120 mila a 50 mila euro, influenzano infatti anche gli obblighi di ricapitalizzazione, trasformazione e liquidazione in presenza di perdite di capitale.

Risentono delle nuove regole anche i conferimenti iniziali diversi dal denaro e ovviamente le disposizioni sui versamenti minimi sia per le spa pluripersonali che unipersonali.

Tali novità trovano applicazione anche nelle Sapa.

Le nuove regole del codice civile. Con il nuovo articolo 2327 c.c. modificato dal dl. 91/2014 dal 25 giugno è più agevole costituire una spa, in virtù del fatto che il capitale minimo richiesto passa dai vecchi 120 mila a 50 mila euro.

D’altro canto, come si legge nella relazione di accompagnamento, la seconda direttiva in materia di società (77/91/Ce) e l’art. 6, della dir. 2012/30/Ue prevedono per la costituzione di spa un importo minimo di 25 mila euro.

Le modifiche in commento ovviamente hanno influenza anche sull’art. 2342, comma 2, abbassando i «centesimi» da versare sul previsto conto corrente vincolato bancario (ricordiamo che nelle spa non vale la regola recentemente introdotta nelle srl di versare il capitale sociale iniziale nelle mani degli amministratori).

Tali versamenti sono (al minimo) il 25% del capitale minimo e quindi per costituire una spa, è sufficiente oggi un versamento di «soli» 12.500 euro. Tale versamento è invece di 50 mila nella spa con unico socio, versamento che dovrà essere realizzato entro 90 giorni nel caso in cui, per recesso o vendita di azioni la spa passi da pluripersonale a unipersonale (art. 2342, comma 4).

Va, infine, ricordato che i versamenti devono altresì essere integrali (e non dilazionati) nel caso di conferimenti di beni in natura o crediti (art. 2342, comma 3, c.c.).

In relazione poi all’esplicito richiamo alle norme sulle società per azioni di cui all’art. 2454 c.c., le regole relative al capitale minimo delle spa si applicano anche alle Società in accomandita per azioni.

Perdite, trasformazione e liquidazione. Come noto, ai sensi dell’art. 2447 c.c., nelle spa se per la perdita di oltre 1/3 del capitale (inteso capitale sociale più riserve), questo si riduce al di sotto del limite minimo stabilito dall’art. 2327 c.c, l’assemblea dovrà deliberare la riduzione del capitale e il contemporaneo aumento del medesimo a una cifra non inferiore al minimo, o la trasformazione (regressiva) della società. Si noti che il minimo, d’ora innanzi non sarà quello spesso inserito negli attuali atti costitutivi di 120 mila euro bensì quello previsto dal codice anche se la società è nata (e permane) con 120 mila euro di capitale sociale. Da quanto sopra deriva:

1) che le spa potranno volontariamente procedere alla riduzione del capitale fino a 50 mila euro secondo i dettami dell’art. 2445 c.c., sia mediante liberazione dei soci dai versamenti ancora dovuti, sia con rimborso del capitale sociale eccedente i 50 mila euro. In questi casi, tuttavia è necessario ricordare che l’eventuale deliberazione assembleare potrà essere eseguita soltanto dopo 90 giorni dall’iscrizione della stessa presso il registro delle imprese, purché entro detto termine nessun creditore sociale anteriore all’iscrizione abbia fatto opposizione;

2) che si innalza la possibilità per la società di fronteggiare perdite senza essere ricapitalizzata. Facciamo un esempio. Sia il capitale sociale di 120 mila euro e le riserve sociali di 80 mila. A fronte di una perdita di 150 mila del 2014 secondo le vecchie regole la società doveva essere ricapitalizzata, trasformata o liquidata in quanto in questo caso la società aveva perso oltre 1/3 del capitale e al tempo stesso tale riduzione aveva portato lo stesso al di sotto del minimo legale. Tale situazione non andrà a determinarsi con le nuove norme. In questo caso, infatti, la perdita di 150 mila euro di capitale avrebbe abbattuto lo stesso di oltre un terzo ma il capitale sociale sarebbe ridotto nei limiti del capitale minimo e quindi non sorgerebbero gli obblighi dinanzi evidenziati.

Aspetti fallimentari. Infine, le disposizioni in commento, producono effetti anche sull’art. 182-sexies della legge fallimentare. Dalla data di deposito della domanda per l’ammissione al concordato preventivo, anche in bianco, della domanda per l’omologazione dell’accordo di ristrutturazione, ovvero dalla proposta di accordo di ristrutturazione e sino all’omologazione_ non si applicano, si legge nella legge fallimentare, gli art. 2447 e 2484, n. 4 c.c. . In altri termini, ipotizzando una spa con capitale di 120 mila euro priva di riserve, «la sospensiva» fallimentare dagli obblighi di ricapitalizzazione, trasformazione regressiva o liquidazione, scatterà quando il capitale si ridurrà al di sotto dei 33.333,66 euro, rispetto ai precedenti 80 mila.

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