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Spa e Srl, assemblee in luogo libero

È legittima l’assemblea totalitaria di una Spa o di una Srl che si tenga in luogo diverso da quello previsto dallo Statuto, per lo svolgimento delle assemblee, o, in mancanza di apposita clausola statutaria, dalla legge. È quanto sostenuto dal Consiglio notarile di Milano nella nuova massima 141. Le “condizioni minime” per lo svolgimento dell’assemblea cosiddetta totalitaria sono:
ela presenza dell’intero capitale sociale;
rla partecipazione all’assemblea della maggioranza dei componenti degli organi amministrativi e di controllo (per la Spa) e la presenza o l’avvenuta informazione di tutti gli amministratori e dei sindaci circa lo svolgimento della riunione (per la Srl).
Dato che il legislatore non indica altre “condizioni minime” rispetto a quelle appena illustrate, il luogo di svolgimento dell’assemblea totalitaria appare quindi del tutto svincolato dal limite geografico entro cui deve essere formalmente convocata l’assemblea, vuoi ai sensi di legge, vuoi in virtù di una più ampia previsione statutaria; e questo a differenza di quanto accade in ordine al luogo di convocazione “formale” dell’assemblea.
Anche alcuni rilievi testuali depongono in questo senso: ad esempio, nella disciplina della Spa anzitutto si nota, quando la legge disciplina l’assemblea totalitaria, l’espressione «In mancanza delle formalità previste dalla convocazione»: tra queste formalità vi è sia l’obbligo di convocare l’assemblea nel Comune del luogo ove ha sede la società (a meno che lo statuto vi deroghi) sia l’obbligo di indicare nell’avviso di convocazione il luogo nel quale si svolge l’adunanza. Nella disciplina dell’assemblea totalitaria prevista per la Srl si nota, inoltre, l’espressione «In ogni caso» (finalizzata a rendere possibile l’assemblea anche in mancanza di rituale convocazione) dalla quale può ben desumersi che la riunione può svolgersi a prescindere dal fatto che abbia luogo presso la sede sociale.
Ma si dispone in effetti anche di argomentazioni di sostanza. Infatti, si deve osservare che il luogo dell’adunanza assembleare (nonché la sua indicazione nel contratto sociale e nell’avviso di convocazione delle assemblee) sono fattori strumentali nel senso della tutela dell’interesse dei soci a essere informati della riunione assembleare e a intervenirvi. Poiché tale interesse è, per definizione, garantito dalla condizione della partecipazione dell’intero capitale sociale all’assemblea totalitaria, ne consegue che, nell’ambito dell’assemblea totalitaria, il luogo dell’adunanza diviene evidentemente irrilevante, ai fini della sua regolare costituzione e della legittima adozione delle relative deliberazioni da parte della stessa.
L’unica ipotesi in cui il luogo dell’adunanza potrebbe assumere rilievo nell’ambito dell’assemblea totalitaria è quella in cui una specifica clausola statutaria aggiunga un determinato limite geografico quale presupposto ulteriore rispetto alle condizioni minime normativamente sancite proprio per l’assemblea totalitaria. Una simile clausola, peraltro ben poco frequente nella prassi, potrebbe essere dettata dall’esigenza di garantire la massima partecipazione degli organi sociali, ossia dei soli soggetti di cui, nelle assemblee totalitarie, potrebbe ipotizzarsi l’assenza, in diversa misura a seconda del tipo sociale. Se quindi esiste una simile clausola, un’assemblea che si svolgesse in sua violazione sarebbe illegittima, a meno che coloro che non vi partecipino, ne consentano lo svolgimento in un luogo diverso da quello previsto.

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