Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

S&P minaccia le triple A dell’euro

di Daniela Roveda

Rischio di downgrade per tutta l'Unione monetaria europea, Germania compresa, con Francia e Italia declassate di due livelli: è la minaccia bomba fatta da Standard and Poor's se l'Unione europea non riuscirà a tenere sotto controllo il dilagare della crisi finanziaria. Tutti i Paesi dell'Eurozona (tranne la Grecia e Cipro già puniti in precedenza) rischiano il downgrade, e ciò significa che anche la potente Germania – e con lei la Francia, l'Olanda, la Finlandia, l'Austria e il Lussemburgo – potrebbero perdere la tripla A nel giro di 90 giorni proprio come è accaduto all'America nell'agosto scorso.
Analogamente al caso americano, anche questa volta il timing dell'intervento di S&P – a tre giorni dal vertice europeo sulla riforma dei trattati – è stato forse ancor più significativo dell'essenza stessa del possibile downgrade. «Sembra quasi che Standard and Poor's voglia mettere i bastoni tra le ruote all'Europa e spingere la Germania su posizioni più intransigenti – ha detto l'economista Adolfo Laurenti della Mesirow Financial –. Le agenzie per la valutazione del debito sovrano come S&P dovrebbero agire da arbitri, non da giocatori».
Dal momento in cui la notizia, sotto forma di indiscrezioni raccolte inizialmente dal Financial Times, ha raggiunto i mercati in serata, la reazione è stata immediata e violenta. Con le borse europee già chiuse, Wall Street è stata investita da una valanga di vendite nelle ultime due ore di contrattazioni. Il Dow Jones, al rialzo di oltre 100 punti nel corso della seduta, è sceso a picco in dirittura d'arrivo pur riuscendo a chiudere in nero di 39 punti. Sono saliti invece i prezzi dei titoli del Tesoro Usa, il bene rifugio per eccellenza nei momenti di crisi più acuta.
Il downgrade, s'intende, non è per ora che una possibilità. Standard and Poor's ha messo i 15 Paesi dell'euro in creditwatch negativo, sostenendo che le condizioni del credito nell'eurozona sono peggiorate per i seguenti motivi: strozzatura del credito, disaccordo ai vertici sulla soluzione della crisi, alti livelli di indebitamento pubblico e privato, rischio di recessione nel 2012.
La scure di S&P si dovrebbe abbattere con più forza sui Paesi più deboli, inclusa la Francia. Rischiano infatti la retrocessione di due livelli tutte le nazioni europee tranne Germania, Belgio, Olanda, Lussemburgo e Austria, penalizzate di un solo livello.
Un eventuale downgrade potrebbe avere tuttavia conseguenze gravi per tutti, far salire il costo dell'indebitamento pubblico, e con tassi di interesse più alti soffocare una crescita economica già anemica in un momento congiunturale particolarmente delicato per il futuro dell'Europa.
La perdita della tripla A per Germania, Francia, Olanda, Finlandia e Lussemburgo potrebbe oltretutto rivelarsi deleteria per il futuro del fondo salva-Stato Esfs, la cui credibilità risiede proprio nella garanzia fornita dalle nazioni europee dalle finanze più solide. E potrebbe inibire l'effetto positivo sui tassi europei della cooperazione tra le banche centrali per accrescere la liquidità disponibile in dollari.
Paradossalmente la minaccia di S&P è arrivata proprio in un giorno di notevoli progressi, con il varo del decreto Monti e l'accordo dei leader di Germania e Francia Angela Merkel e Nicolas Sarkozy sulle riforme necessarie per esercitare maggiore disciplina fiscale sui Paesi membri e salvare l'euro.
Da qualsiasi punto di vista la si guardi, la minaccia di Standard and Poor's in questo particolare momento appare inutilmente punitiva. «Avrebbero potuto almeno aspettare l'esito del vertice di giovedì e venerdì, e esprimere un'opinione su qualcosa di concreto» ha aggiunto Adolfo Laurenti. Forse venerdì si saprà con più chiarezza l'entità dell'onere finanziario che si accollerà Berlino, e si conosceranno i dettagli delle nuove regole di disciplina fiscale e del possibile coinvolgimento di organizzazioni internazionali come il Fondo Monetario.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

TORINO — La produzione della 500 elettrica ferma i contratti di solidarietà nel polo torinese, tr...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Non deve essere imputata la società unipersonale. Non sulla base del decreto 231. In questo...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Ancora al palo la corsa agli aumenti di capitale agevolati dall’articolo 26 del Dl 34/2020...

Oggi sulla stampa