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«S&P, decisione destabilizzante»

L’invito è a «rimuovere al più presto» dal dibattito politico la doppia questione Iva e Imu, che «non può più essere fonte di incertezza e di apprensione per le famiglie, i risparmiatori, gli investitori». Il Governo è impegnato a individuare «Risoluzioni condivise dalla maggioranza». Non a caso sono proprio la «sospensione dell’Imu» e il rinvio a ottobre dell’aumento dell’Iva due degli elementi che hanno indotto due giorni fa S&P a tagliare il rating italiano. Una valutazione che a parere del ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni, può avere «effetti prociclici e destabilizzanti».
Saccomanni prende la parola all’assemblea annuale dell’Abi e critica senza mezzi termini la decisione assunta da Standard & Poor’s, basata «su una estrapolazione meccanica di dati e situazioni del passato, con minima o nulla considerazione per gli effetti di misure già adottate o in corso di attuazione». Dati e cifre al contrario mostrano un quadro meno allarmante: il ciclo si va stabilizzando, le entrate del primo semestre dell’anno mostrano un andamento positivo «in linea con le previsioni» e per la prima volta dall’inizio del 2013 i dati provvisori di giugno relativi all’Iva sugli scambi interni evidenziano un risultato positivo: +4,5% rispetto al 2012. Inoltre il giudizio di S&P non tiene in alcun modo conto delle stime recenti dell’Unione europea e del Fmi «che hanno certificato il consolidamento delle finanze pubbliche italiane» e prevedono la ripresa dell’economia dal quatro trimestre del 2013.
«Nel 2014 la ripresa prenderà vigore sulla scorta delle misure adottate dal Governo», anche se permangono ampi margini di incertezza del resto tipici delle fasi di inversione del ciclo economico. Due sono per Saccomanni gli interventi di maggiore rilievo in grado di favorire la ripresa dell’attività economica: lo sblocco della prima tranche dei debiti commerciali delle pubbliche amministrazioni, il sostegno all’edilizia e alle infrastrutture. Per i debiti della Pa, il ministro dell’Economia definisce quella varata dal governo Monti e poi perfezionata dall’attuale esecutivo una «vera e propria manovra», pari a circa 40 miliardi. L’accelerazione dei pagamenti previsti nel 2014 già all’anno in corso è per Saccomanni “auspicabile”, anche per «l’effetto di accrescimento del gettito Iva» che ne deriverebbe. «L’impegno del Governo è di assicurare il rapido pagamento», dello stock di debiti pregressi.
Sussistono ampi margini di intervento per ottenere risparmi sul fronte della spesa pubblica. Misure che costituiscono «una priorità assoluta» per il Governo: da qui la decisione di nominare a breve un commissario ad hoc che opererà in stretto coordinamento con la Ragioneria. Quanto all’evasione fiscale, Saccomanni annuncia come imminente la messa a punto di un rapporto annuale sull’economia sommersa: documento che stimi annualmente il «tax gap per tutti i tributi», con tutte le disaggregazioni ritenute utili. «Il monitoraggio dei risultati della lotta all’evasione è indispensabile per mantenere alta l’attenzione sul tema e affinare le strategie di contrasto».
Quanto ai temi del credito, Saccomanni si dice disponibile ad affrontare in tempi brevi «la questione dell’assetto proprietario di Bankitalia, di concerto con la Bce e la stessa Banca d’Italia». Questione da affrontare con l’obiettivo di definire «un assetto moderno ed efficiente nel rapporto tra banca centrale e sistema bancario». Infine l’annuncio che la revisione del regime fiscale «dei crediti non performing del sistema bancario» é all’attenzione del Governo.

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