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Il sovraindebitamento evita l’addio al saldo e stralcio

La decadenza dalla definizione agevolata a saldo e stralcio dei ruoli (rottamazione ex art. 1, commi da 184 a 198, della legge 145/2018) non può trovare applicazione laddove il mancato rispetto delle scadenze non sia imputabile alla volontà del contribuente, ma discenda da una impossibilità giuridica di provvedervi, nelle more della procedura della crisi da sovraindebitamento che lo coinvolga.

In tal senso si è espressa la Commissione tributaria provinciale di Chieti con le decisioni nn. 202 e 203 depositate il 16 ottobre 2020. Nel caso di specie, il contribuente, prima del deposito del ricorso per l’ammissione alla procedura di composizione della crisi da sovraindebitamento, ex art. 6, comma 1, della L. n. 3/2012, presentava la dichiarazione di adesione alla definizione agevolata.

La procedura prevede che, a decorrere dalla data del decreto di fissazione dell’udienza dei creditori e sino alla data di omologazione dell’accordo, non possano essere compiuti atti eccedenti l’ordinaria amministrazione senza l’autorizzazione del Giudice, pena l’inefficacia degli stessi rispetto ai soggetti che risultano creditori già al momento in cui è stato pubblicato il decreto.

Nel caso deciso dalla CTP la scadenza del pagamento della prima rata della definizione agevolata cadeva in data antecedente rispetto all’omologa dell’accordo, ma, trattandosi di atto eccedente l’ordinaria amministrazione (poiché riferito a debiti sorti anteriormente rispetto all’avvio della procedura), il contribuente non poteva rispettare la scadenza, incorrendo nel mancato perfezionamento della definizione e nella perdita dei conseguenti effetti premiali consistenti nella riduzione delle somme da versare. Tuttavia, la Ctp di Chieti ha escluso che si possa verificare la decadenza dalla definizione agevolata, non potendo considerare tecnicamente inadempiente il contribuente che si era limitato a rispettare il divieto di pagamento imposto dalla procedura di composizione della crisi da sovraindebitamento. Il debito verso l’erario sarà quindi quello oggetto di «saldo e stralcio» e non quello originario.

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