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Sotto tiro gli immobili e le auto

di Antonio Criscione

Immobili, auto e navi (ma anche aerei) in cima ai controlli sistematici che partiranno da parte dell'agenzia delle Entrate sulle società intestatarie di beni e che sulla base della manovra di Ferragosto saranno tenute a comunicare il fatto che questi beni vengano o meno utilizzati dai soci. Mentre prepara il provvedimento previsto dalla manovra per la comunicazione dell'uso da parte dei soci di beni aziendali, l'agenzia delle Entrate già pensa ai controlli sui soggetti obbligati alla comunicazione. A spiegare la strategia sulle verifiche – previsti dalla manovra – è Luigi Magistro, direttore Accertamento dell'Agenzia. «Stiamo pensando – afferma Magistro – a una comunicazione specifica per questo tipo di informazioni da fornire su queste società e daremo corso ai controlli previsti dalla manovra sulle società tenute a questa comunicazione».

Una comunicazione ad hoc, quindi, senza rinvii a Unico che le società dovranno spedire all'Agenzia, pena le sanzioni previste dalla manovra. L'articolo 2, comma 36-sexiesdecies, del Dl 138/2011 (nel testo convertito in legge) prevede che per l'omissione della comunicazione, o per la sua trasmissione con dati incompleti o non veritieri, è dovuta, in solido, una sanzione amministrativa pari al 30% della differenza tra valore di mercato e somma pagata dai soci.

L'Agenzia al momento già possiede l'informazione se alcuni beni (immobili e mobili registrati) siano proprietà di soggetti privati o di società. Per esempio si stima che le auto di grossa cilindrata appartengano a enti in circa la metà dei casi. L'Agenzia non è però in grado, prima che arrivino le comunicazioni previste dalla manovra, di ricostruire chi è il beneficiario di questi beni: perciò la manovra ha imposto l'obbligo di comunicazione. Con la conseguenza che per soci e familiari diventa tassabile la differenza tra il valore di mercato e il corrispettivo annuo versato per il godimento da parte loro di beni di impresa. Per le società, invece, diventano indeducibili i costi di questi beni. Le società intestatarie, come previsto dalla manovra, saranno oggetto di verifiche sistematiche da parte dell'amministrazione finanziaria. E quindi sotto osservazione saranno prioritariamente quelle intestatarie di beni mobili e immobili registrati, per verificare l'utilizzo di questi beni da parte dei soggetti intestatari. La comunicazione serve per i controlli sia ai fini delle società di comodo, sia ai fini del redditometro. La norma, infatti, mette sotto tiro le società costituite apposta per permettere la fruizione di beni di lusso da parte di soggetti che poi non ne dichiarano il possesso. La manovra ha, quindi, dirette conseguenze anche per i privati che beneficiano di questo meccanismo, perché attraverso la comunicazione, una parte delle loro ricchezze diventa più trasparente per il fisco.

Il provvedimento dell'agenzia delle Entrate dovrà poi chiarire anche quali sono i criteri per fissare il valore di mercato che serve a determinare l'importo delle somme su cui calcolare la tassazione per i soci (dal momento che il valore del canone pagato per l'utilizzo del bene è invece noto), visto che si tratta di un'indicazione normativa non perfettamente "trasparente" (si veda Il Sole 24 Ore dello scorso 20 settembre) e che probabilmente sarà risolto sulla base dei canoni indicati per individuare il valore normale (articolo 9 del Tuir).
 

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