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Sotto l’occhio del Fisco dall’alba al tramonto

di Giovanni Parente

Piccoli e grandi acquisti. Nuove e vecchie abitudini. Il fisco sarà in grado di ricostruire i comportamenti di spesa. Dalla mattina alla sera i contribuenti italiani, volente o nolente, trasmetteranno informazioni. Il decreto salva-Italia rende tracciabile quasi tutta la vita (almeno per l'ambito di interesse tributario) grazie alla trasmissione dei movimenti bancari all'Anagrafe tributaria e alla nuova soglia massima di utilizzo del contante. Regole nuove che si aggiungono alla marea di dati che già ora alimentano, in modi e attraverso canali diversi, i database a disposizione dell'amministrazione finanziaria per dare la caccia a chi non paga le tasse.
Consideriamo una giornata tipo con sveglia alle sei e trenta. Il primo gesto di accendere la luce per farsi largo nel buio della camera è un'informazione di cui il fisco è già a conoscenza. No, nessuna intercettazione ambientale o microcamera nascosta. In realtà l'utenza è già comunicata, quindi il Fisco sa chi ha stipulato con un contratto per la fornitura di energia elettrica. Addirittura risalendo ancora più a monte il fatto stesso che si trovi in quella casa è un dato conosciuto: se è inquilino, il contratto è stato registrato (o almeno dovrebbe esserlo) all'agenzia delle Entrate; se è proprietario, l'acquisto è stato segnalato all'Anagrafe tributaria.
Ma andiamo avanti nella giornata. Dopo essersi alzato, il nostro contribuente decide di far colazione fuori con cappuccino e cornetto e, poiché è sprovvisto di contanti, pagherà con il bancomat. Quell'acquisto diventa tracciato e rappresenta un movimento (seppur minimo) sul suo conto corrente che potrebbe entrare a far parte del pacchetto dei dati da comunicare dal prossimo 1° gennaio. In questo caso, è un'informazione assolutamente irrilevante per quanto riguarda l'acquirente ma potrebbe comunque risultare preziosa dal lato dell'esercente che riceve il pagamento. Discorso diverso, invece, se il nostro "osservato speciale" decidesse di effettuare una spesa straordinaria, come ad esempio cambiare la cucina di casa. Un acquisto, ammettiamo, oltre la soglia di 3.600 euro. Se pagasse in contanti? Violerebbe la soglia di utilizzo del contante, visto che l'allarme rosso scatta già da mille euro. Una piccola moratoria sarà concessa non appena la conversione del decreto salva-Italia diventerà legge ma coprirà le violazioni fino al 31 gennaio 2012. A ogni buon conto, la manovra prevede che le infrazioni al divieto di pagamento con banconote andranno comunicate anche all'agenzia delle Entrate e quindi arricchiranno ulteriormente i database.
Ma torniamo alla cucina. Se il contribuente staccasse un assegno, il grande occhio tributario ne verrebbe a conoscenza. Anzi il rivenditore dovrà chiedere pure il codice fiscale all'acquirente perché quell'operazione andrà segnalata per lo spesometro (avrà tempo per comunicarla fino al 30 aprile). Questa informazione (a differenza del cornetto e del cappuccino) si trasforma in un tassello utile per ricostruire l'effettiva capacità reddituale del soggetto interessato. E non è la sola. Il pomeriggio o la serata trascorsa nel centro benessere o nel circolo sportivo potrebbero essere conosciute dal fisco grazie ai questionari inviati a queste strutture. Così come tutto quello che passerà in entrata e in uscita da un conto corrente.
Anche questo è un prezzo da pagare: un «costo altissimo» lo ha definito in settimana il Garante della privacy, Francesco Pizzetti, e che «si può giustificare solo per la gravissima anomalia dell'evasione fiscale che nel nostro Paese è di gran lunga superiore agli altri».

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