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«Sotto la Presidenza italiana passi avanti per la Procura europea»

La regolamentazione europea potrebbe arricchirsi presto di una nuova autorità transazionale con l’istituzione della Procura europea per la tutela finanziaria degli interessi comunitari. È l’ultimo tassello verso l’istituzione di uno spazio transazionale dove già ora operano le autorità del mercato, dall’Esma (la Consob europea), all’autorità di vigilanza delle banche (l’Eba) alla stessa Banca centrale europea. In futuro anche i reati finanziari potrebbero trovare uno spazio giuridico transazionale: dallo scorso luglio è in discussione al Parlamento europeo il testo licenziato dalla Commissione per l’istituzione della figura del Procuratore europeo con il compito di perseguire reati quali la frode, il riciclaggio, la corruzione, l’appropriazione indebita o la malversazione di fondi europei. «Il dibattito è entrato nel vivo e passi decisivi per formulare un testo condiviso potrebbero essere compiuti nel corso della Presidenza italiana dal prossimo luglio», spiega Giovanni Kessler, direttore generale dell’ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF), organismo che ha contribuito alla preparazione del progetto di legge.
Del tema se ne parlerà oggi a Milano in un convegno organizzato dal Centro Studi di Diritto penale europeo. Kessler non ha la sfera di cristallo, ma sottolinea che una soluzione possibile sarebbe l’adozione del meccanismo della cooperazione rafforzata tra un minimo di nove Stati membri, così entro il prossimo anno potrebbe nascere il testo definitivo per l’istituzione della Procura europea.
Dottor Kessler quali sono le osservazioni che sono state avanzate finora dagli Stati membri?
In linea di principio ci sono due modelli in discussione: il primo sostenuto da alcuni Paesi, concepisce la Procura europea come un Ufficio di coordinamento delle Procure nazionali, senza poteri di indagine. L’altro modello proposto – e sostenuto anche dall’Italia – è a favore dell’istituzione di un ufficio guidato da un procuratore con poteri di indagine a livello europeo. Questo non esclude momenti di confronto con le Procure nazionali. Infatti, oltre all’ufficio centrale, si prevede l’istituzione di procuratori delegati nazionali, ovvero magistrati con compiti di condurre le indagini sia a livello nazionale sia transnazionali alla stregua di quanto succede per la Procura antimafia. È un modello che noi riteniamo bilanciato tra le esigenze di avviare indagini sovranazionali senza per questo depauperare gli uffici nazionali dei loro ruoli e poteri.
Perché c’è la necessità di istituire l’Ufficio del Pm europeo per condurre indagini su questi reati?
La dimensione delle frodi e delle irregolarità ai danni delle finanze comunitarie ha raggiunto in questi anni dimensioni sempre più preoccupanti. Ed è esperienza comune che le condotte alla base di tali reati possano avere sia una dimensione transnazionale sia nazionale. Ad esempio, una società italiana prepara in Italia e spedisce dalla sua sede un’offerta per partecipare a una gara d’appalto in un paese europeo, ad esempio, per la fornitura di macchinari per l’agricoltura. Contemporaneamente, la stessa società italiana ordina a una sua controllata che si trova in un altro paese europeo di versare una tangente a uno dei funzionari pubblici dello stato incaricato di gestire la gara. Come si vede il soggetto è lo stesso, ma il reato viene consumato in Paesi diversi. In questi anni, le Procure nazionali si sono trovare ad affrontare casi simili e il problema che hanno dovuto affrontare è stato l’acquisizione della prova all’estero. Finora il sistema utilizzato è stato quello delle rogatorie nei vari Stati membri interessati, ma si è dimostrato uno strumento obsoleto e troppo lento. A questo si aggiunge la mancanza in molti Paesi del meccanismo del mutuo riconoscimento delle decisioni giudiziarie nazionali mentre a livello comunitario non esiste un organismo con il compito di avviare indagini penali in quanto l’Olaf può agire solo per le irregolarità amministrative: l’istituzione di un Procuratore Europeo risolverebbe questi problemi.
Al momento il ventaglio di reati per i quali è prevista l’istituzione del Procuratore europeo è limitato al settore della protezione degli interessi finanziari dell’Unione europea. Tali reati potrebbero essere estesi in futuro?
Il Trattato di Lisbona del 2008 sul funzionamento dell’Unione Europea all’art. 86 prevede la possibilità di estendere ad altri reati la competenza del futuro Procuratore europeo. Occorre però tenere in considerazione la specificità della protezione degli interessi finanziari dell’Ue, un settore da cui dipende la stessa esistenza dell’Unione: tutelando le finanze comunitarie, la Ue tutela se stessa e di conseguenza i suoi cittadini.

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