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Sotto i riflettori dal 2009

Quinquennio in perdita solo dal 2014: con la circolare n. 6/E/2015 l’Agenzia delle Entrate conferma la natura non procedimentale delle novità contenute nel decreto semplificazioni per le società in perdita sistematica, nonché la decorrenza a partire dal settimo periodo d’imposta rispetto alla costituzione. Con riferimento al primo aspetto, l’art. 18 del dlgs 175/2014 dispone che a partire dal periodo d’imposta 2014 le società in perdita sistematica devono verificare il requisito avendo riguardo al quinquennio precedente e non più al triennio. Pertanto, per i periodi d’imposta 2013 e 2012 non è possibile rettificare la dichiarazione già presentata, poiché per tali periodi rimane fermo che il periodo di osservazione rimane quello costituito dai tre periodi d’imposta precedenti. L’art. 18 del dlgs n. 175/2014 ha apportato importanti e rilevanti modifiche alla disciplina delle società in perdita sistematica, di cui all’art. 2 del dl n. 138/2011, in particolare per quanto riguarda il periodo di “osservazione” per la verifica delle perdite fiscali. Infatti, già a partire dal periodo d’imposta 2014, da dichiarare nel prossimo modello Unico 2015, una società è considerata in perdita sistematica se alternativamente:

– presenta cinque dichiarazioni consecutive in perdita fiscale;

– nell’arco del quinquennio precedente presenta quattro dichiarazioni in perdita fiscale e una con un reddito imponibili inferiore al minimo calcolato con i coefficienti di cui all’art. 30 della legge n. 724/94.

Per effetto della novità contenuta nell’art. 18 del dlgs 175/2014, quindi, per il periodo d’imposta 2014 il quinquennio di osservazione è costituito dai periodi d’imposta dal 2009 al 2013, ed a tale proposito deve essere tenuto in considerazione un ulteriore chiarimento contenuto nella stessa circ. n. 6/E (§ 14.1), laddove l’Agenzia precisa quale condizione di applicabilità della disciplina in esame l’esistenza del quinquennio stesso. Più precisamente, poiché il primo periodo d’imposta di attività è escluso dal computo del quinquennio, come previsto dall’art. 1, lett. m), del provvedimento direttoriale 11 giugno 2012, affinchè si renda applicabile la disciplina delle società in perdita sistematica è necessaria l’esistenza di sei periodi d’imposta, con applicazione a partire dal settimo periodo successivo alla costituzione del soggetto. Sul punto, è necessario tuttavia precisare che il riferimento temporale è costituito dai cinque periodi d’imposta precedenti, che possono divergere dalle annualità. Ciò accade in presenza di operazioni straordinarie cd. “interruttive”, come ad esempio le trasformazioni da società di persone in società di capitali e viceversa, per le quali l’art. 170, co. 2, del Tuir prevede l’obbligo di presentare due dichiarazioni fiscali per l’anno in cui avviene la trasformazione, poiché in detto anno solare si formano due periodi d’imposta distinti e computabili nel quinquennio.

Relativamente ai periodi d’imposta che formano il quinquennio, deve essere altresì ricordata la possibilità di disapplicare la disciplina in presenza di una delle cause esimenti di cui al citato provvedimento direttoriale 11 giugno 2012 in almeno uno dei cinque periodi d’imposta in perdita. E’ evidente che l’allungamento del periodo di osservazione da tre a cinque periodi d’imposta consente alle società in questione di verificare con maggiore probabilità una delle cause esimenti, tra le quali quelle più frequenti sono quelle riferite alla congruità e coerenza alle risultanze degli studi di settore, nonché il Mol positivo (differenza tra aggregato A e B del conto economico senza tener conto di ammortamenti, svalutazioni, accantonamenti e canoni di leasing). Trattandosi di cause disapplicative da verificarsi nel quinquennio, la verifica di una di esse nel periodo d’imposta 2013 (ultimo anno del quinquennio) consente di massimizzare il risultato di una società che continua a dichiarare perdite fiscali, poiché si rinvia la verifica dello status di società in perdita sistematica al periodo d’imposta 2019, a partire dal quale il periodo il 2013 esce dal quinquennio di osservazione.

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