Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Sostituzioni facili

Nessun vincolo alla successione di contratti a termine per la sostituzione di lavoratrici in maternità. Il datore di lavoro che intenda riassumere, in sostituzione di dipendente in maternità, lo stesso lavoratore che aveva assunto, in precedenza, sempre con contratto a termine e sempre per sostituire altro dipendente assente per maternità, può farlo senza dover attendere l’intervallo di 60/90 giorni. Lo spiega il ministero del lavoro in risposta a un quesito del 4 ottobre.

Le riassunzioni a termine. La disciplina sul lavoro a termine (dlgs n. 368/2001) vieta, da sempre, la riassunzione a termine di uno stesso lavoratore. Infatti, la legittimità della riassunzione è condizionata alla discontinuità tra il primo ed il secondo rapporto a termine, discontinuità da verificarsi con il decorso di predeterminati intervalli di tempo in mancanza della quale il secondo contratto è ritenuto a tempo indeterminato. Tale intervallo è stato pari, fino al 17 luglio, a 10 giorni in caso di durata del primo contratto a termine fino a sei mesi e a 20 giorni per quelli di durata superiore. La legge n. 92/2012 (riforma Fornero) ha allungato i termini rispettivamente a 60 e 90 giorni dal 18 luglio. La legge n. 134/2012 ha poi stabilito che la riassunzione a termine in attività stagionali (dpr n. 1525/196) e in ogni altra ipotesi prevista dai contratti collettivi stipulati da organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale, è lecita se il secondo rapporto è instaurato dopo 20 (non 60) giorni in caso di contratto fino a sei mesi e 30 (non 90) giorni in caso di contratto di durata superiore.

Sostituzioni per maternità. Il Tu maternità (dlgs n. 151/2001) dà possibilità di assumere a termine in sostituzione di lavoratori assenti per maternità ai sensi delle leggi n. 230/1962 e n. 196/1997 (normative entrambe abrogate). Tali assunzioni possono avvenire anche con anticipo fino a un mese rispetto all’inizio del congedo di maternità, salvo periodi superiori previsti dalla contrattazione collettiva.

I chiarimenti. E’ stato chiesto al ministero di sapere se è necessario rispettare i nuovi termini previsti dalla riforma Fornero nelle riassunzione a termine per sostituzione di dipendenti assenti per maternità. La risposta è negativa. In ragione della specialità delle norme di riferimento (Tu maternità) e del fatto che la riforma Fornero non ha inciso su di essa, il ministero ritiene che il Tu prevalga sulla disciplina generale del contratto a termine. Infatti, trattandosi di contratto a termine stipulato per sostituire un dipendente assente per maternità, alla data dell’effettivo rientro in servizio del lavoratore sostituito il rapporto ha termine e non sarà possibile prorogarlo per le specifiche ragioni sostitutive. Pertanto, il datore di lavoro che intenda riassumere, in sostituzione di una dipendente in maternità, la stessa lavoratrice che aveva assunto, in precedenza, sempre con contratto a termine e sempre per sostituire un’altra dipendente assente per maternità, può farlo senza dover attendere l’intervallo di tempo di 60/90 giorni.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

In anticipo su alcuni aspetti, ad esempio lo smaltimento dei crediti in difficoltà; in ritardo su a...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Le materie prime – soprattutto l’oro e il petrolio – sono tornate a regalare soddisfazioni all...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

«Apprezzamento unanime» per i dati di bilancio e conferma del sostegno all'amministratore delegato...

Oggi sulla stampa