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Sostenibilità, Piazza Affari indietro: rendiconti solo dal 49% delle quotate

La trasparenza sulla sostenibilità non è più un’opzione per le società quotate perchè è fattore chiare per gli investitori. Secondo Morningstar in Europa i comparti Esg nel 2020 erano 3.196 (+52% vs 2019) e hanno raccolto flussi per 233 miliardi .

Eppure solo il 49% delle quotate a Piazza Affari rendiconta la sostenibilità e tra le Pmi solo il 13% elabora un Bilancio di sostenibilità. Sono alcune delle evidenze del primo Esg report sulla compliance della Materiality Map di Sasb (Sustainability Accounting Standards Board) del mercato azionario italiano realizzato da V-Finance (Gruppo IR Top Consulting) Sustainable Finance Partner di Borsa Italiana. I criteri Sasb identificano le tematiche rilevanti (temi materiali) ai fini della sostenibilità che hanno una ragionevole probabilità di avere un impatto sulle performance operative e finanziarie di una società e sul suo profilo di rischio. Temi, questi, rilevanti per un investitore. Un approccio se vogliamo più pratico rispetto allo standard Gri, metodologia di riferimento in Europa, che si concentra sull’impatto economico, ambientale e sociale di un’impresa, e quindi sui suoi contributi (positivi o negativi) allo sviluppo sostenibile. «L’approccio Sasb identifica 5 dimensioni (ambiente, capitale sociale, capitale umano, business model &innovation, leadership & governance) e le declina per rilevanza in 77 sottosettori in base a 26 variabili – spiega Anna Lambiase, Ceo di V- Finance -. Quindi, ad integrazione dei criteri Gri, la Sasb materiality map aiuta ad entrare nei tanti microsettori di attività presenti a Piazza Affari. Ogni tematica tende ad avere un impatto più o meno forte a seconda del contesto in cui si presenta e così ogni settore ha un profilo di sostenibilità unico».

L’analisi

La ricerca analizza i Bilanci di sostenibilità e le Dichiarazioni Non Finanziari, individuando i temi di materialità e considerando la loro compliance rispetto agli standard settoriali della Materiality Map di Sasb. Delle 184 società 131 sono Mta (57 Star); 40 sono del Fste Mib e 13 di Aim. Il macrosettore più “Sasb compliant” è l’estrazione e la lavorazione di minerali (53,31%) seguito dalla trasformazione delle risorse (52,58%) e dai beni di consumo (48,81%). Il capitale umano è il tema materiale più rendicontato e più in compliance al contrario della Leadership &Governance , il meno in linea

«Ne esce un’analisi oggettiva, inclusiva per ogni quotata, a prescindere dal mercato e dalla dimensione – aggiunge Lambiase – e grazie alla “Sasb Compliance” sono confrontabili le performance di sostenibilità di ogni azienda; infine indica linee guida utili a chi deve iniziare il suo cammino verso la sostenibilità».

Per le cinque dimensioni della sostenibilità sono stati individuati tre best in class, azienda e benchmark settoriale di riferimento (in tabella è indicata solo la prima in quanto minime le differenze dal primo al terzo).

Sabs o Gri

Se guardiamo alla composizione dell’indice Dow Jones Sustainability World, delle 11 italiane incluse (Generali, Hera, Intesa, Leonardo, Moncler,Pirelli, Poste, Telecom, Prysmian, Saipen e Terna) ben 7, a vari livelli, accanto al Gri usano la mappa di materialità Sasb, in particolare Prysmian nel 2020 ha elaborato il suo Sasb Report. «Questo accade perché in Usa – conclude Lambiase – sono molti investitori ad usarlo come principale standard di riferimento».

In realtà, anche in Europa non manca chi li adotta. «Il team di Investimento Responsabile da tempo ha incorporato il framework settoriale di Sasb come parte integrante nella sua analisi – precisa Fabio Caiani, head of South East Europe di ?Nordea A.M. – Anche sull’attività di engagement gli standard Sasb sono usati per identificare le principali questioni in materia di sostenibilità. Quest’incorporazione permette di valutare meglio la rilevanza finanziaria delle questioni Esg e di identificare dati rilevanti che potrebbero riflettere il posizionamento di un’azienda, oltre ad altri dettagli sui rischi materiali». In realtà, da mesi Sabs e Gri hanno annunciato una partership per rendere compatibili gli standard. «Questa convergenza – aggiunge Isabelle Reuss, Head of Sustainability Research di Allianz G.I.- è la cosa più importante, segno dell’impegno a promuovere una maggiore divulgazione Esg finanziaria; un monito alle imprese ad impegnarsi nel rendere disponibili i propri dati a prescindere dallo standard usato».

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