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Sostegni, ristori in due tempi Bonus solo ai posti confermati

L’obiettivo è dare un contributo alla ripartenza dell’economia, garantendo un meccanismo che incentivi l’occupazione. Nel decreto Sostegni bis, discusso ieri sera durante la riunione di pre-Consiglio dei ministri necessaria a fissare l’impianto definitivo del provvedimento, figura un pacchetto di interventi a favore del lavoro con misure per oltre 5 miliardi.

A cominciare dal cosidetto contratto di rioccupazione, applicabile in tutti i settori produttivi. In dettaglio, si tratta di un contratto a tempo indeterminato che prevede un percorso di formazione e un periodo di prova per un massimo di sei mesi, questa tipologia di contratto garantisce alle aziende uno sgravio del 100% sui contributi relativi al semestre di formazione. L’esonero dal versamento dei contributi è, tra l’altro, cumulabile con altri incentivi (per esempio quelli per le assunzioni di giovani e delle donne), ma non può superare il valore di 6 mila euro. Va specificato che se al termine del periodo di prova il lavoratore non viene assunto l’impresa è tenuta a restituire l’agevolazione di cui ha beneficiato, inoltre l’esonero contributivo vale solo se il datore di lavoro nei sei mesi precedenti l’assunzione non ha effettuato licenziamenti. Nel decreto, atteso questa mattina in Consiglio dei ministri per il via libera a 40 miliardi di interventi in favore di imprese e famiglie, è prevista una norma che assegna alle aziende(con perdite di almeno il 30% dei ricavi) la possibilità di stipulare un contratto di solidarietà che porta la retribuzione al 70% (finora era al 60%). L’impresa tuttavia si deve impegnare a non licenziare.

Tra le misure in favore del lavoro figura il potenziamento del «contratto di espansione», il meccanismo che permette di mandare in pensione i lavoratori fino a 5 anni prima del previsto. Al momento l’accordo tra imprese e lavoratori per lo «scivolo» vale per le aziende con più di 250 dipendenti, una soglia che si abbasserà a quota 100, ampliando così le possibilità di una staffetta generazionale. Altri interventi riguardano il reddito di emergenza, il décalage della Naspi e la conferma di altri due mesi di indennità ad hoc per gli stagionali e i lavoratori del turismo.

I pensionamenti

Potenziato il contratto di espansione, per andare in pensione fino a 5 anni prima

A caratterizzare il decreto sono, soprattutto, i 18 miliardi di ristori destinati alle imprese colpite dalla pandemia. Con tanto di nuovo meccanismo per i contributi a fondo perduto: oltre all’indennizzo, calcolato sulla base della perdita di fatturato, viene introdotto un ristoro che tiene conto dei costi fissi e dei risultati d’esercizio, prevedendo così un contributo in due tempi con un conguaglio alla fine dell’anno, in base ai dati di bilancio. Nel rush finale per definire gli oltre cento articoli del decreto è spuntata nelle ultime ore l’ipotesi di rifinanziare gli incentivi per la rottamazione e l’acquisto di veicoli meno inquinanti. Una volta approvato dal Consiglio dei ministri il decreto è destinato al passaggio da Camera e Senato, dove i parlamentari avranno la possibilità di intervenire, inserendo misure non oltre il valore di 800 milioni. Ieri, intanto, è arrivato anche il via libera definitivo della Camera al primo decreto Sostegni, che vale 32 miliardi. Il provvedimento è diventato legge.

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