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I sostegni su quattro binari

Il decreto Sostegni bis spacchetta in quattro il contributo a fondo perduto e mette sul piatto 15.4 miliardi di nuovi indennizzi per le partite Iva dei 40 miliardi di valore dell’intero provvedimento. Con il decreto legge, approvato ieri in consiglio dei ministri, è stabilita l’erogazione automatica pari al 100% del contributo spettante per il sostegni 1 (dl 41/2021) ed introdotto il ristoro «alternativo» che misurerà anche la contrazione del fatturato del primo trimestre 2021; prevista inoltre una specifica maggiorazione «dell’alternativo» per coloro che non hanno beneficiato del contributo «standard» del decreto Sostegni 1; da ultimo, vede la luce anche l’atteso contributo a conguaglio determinato in base alla differenze tra il risultato del conto economico 2019 e quello 2020. Va specificato che quest’ultimo bonus verrà erogato al netto di tutti i contributi a fondo perduto ricevuti nel corso del 2020 e 2021. Per Mario Draghi, presidente del consiglio gli interventi introdotti ampliano la platea dei beneficiari. Oltre 370 mila partite Iva potranno accedere ai nuovi indennizzi.

Il contributo a conguaglio solo con dichiarazione inviata entro il 10 settembre. Per quanto riguarda il contributo a fondo perduto a conguaglio sono previste risorse per 4 miliardi di euro. Il contributo sarà calcolato sui risultati del conto economico e concesso unicamente ai soggetti con ricavi/compensi 2019 fino a 10 milioni di euro.

Il limite massimo fissato per il ristoro è di 150.000 euro per richiedente. La norma, contenuta nei commi da 16 a 25 dell’articolo 1 del decreto, rimanda tutte le altre specifiche tecniche al Ministero dell’economia. Unica certezza riguarda l’istanza per la richiesta del bonus che potrà essere inviata all’agenzia delle entrate solo a patto di aver presentato la dichiarazione dei redditi relativa all’anno d’imposta 2020, entro il 10 settembre 2021.

Sarà quindi il ministero dell’economia e delle finanze a stabilire quale «forma» del conto economico considerare (se depurata da poste valutative o dai costi variabili, se «civilista» o «fiscale»), quale sarà l’entità del «peggioramento» per beneficiare del contributo e quali saranno le relative percentuali. Sulla modalità di erogazione di questo contributo è previsto un doppio binario, già utilizzato per le forme di pagamento dei sostegni: o l’accredito sul conto corrente o la trasformazione dell’importo in credito di imposta.

Il ristoro alternativo: normale e maggiorato. Il ristoro alternativo che considererà la contrazione media mensile del fatturato sull’arco temporale dal 1° aprile 2019 al 31 marzo 2020 rispetto 1° aprile 2020 al 31 marzo 2021, si fa doppio e si presenta in consiglio dei ministri anche con una forma maggiorata. I soggetti che hanno già beneficiato del contributo ex articolo 1 del dl 41/2021 (il decreto Sostegni 1) infatti, determineranno l’ammontare del ristoro con percentuali variabili da 60% al 20% a seconda dei ricavi 2019, da applicare sulla contrazione media mensile. A questi verrà concessa solo la parte eccedente rispetto a quanto spettante con il contributo standard ex dl sostegni 1. Per i contribuenti che invece non hanno beneficiato del contributo standard, l’ammontare del ristoro si determinerà con percentuali maggiorate variabili dal 90% dal 30% a seconda dei ricavi 2019, sempre da applicare sulla contrazione media mensile riscontrata. Per i ristori alternativi, il cui stanziamento è di 3.4 miliardi, la presentazione dell’istanza è vincolata al preventivo invio della lipe del primo trimestre 2021. Quest’ultimo requisito ovviamente vale solo per i soggetti obbligati a tale adempimento.

Il contributo standard automatico. Otto miliardi stanziati per la seconda tranche del fondo perduto 2021, quello introdotto con il primo decreto Sostegni (dl 41/2021).

Ai contribuenti che hanno già presentato istanza per il precedente ristoro, verrà automaticamente erogato il 100% di quanto spettante ai sensi dell’articolo 1 del decreto Sostegni, a patto che non abbiano indebitamente percepito o restituito lo stesso.

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