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«Sostegni, non vanno rimossi troppo presto»

Per uscire dalla crisi economica, la prima cosa è vaccinare tutti. E, fino a quando non saremo usciti da questa maledetta pandemia, attenzione a non ritirare gli aiuti a famiglie e imprese, altrimenti sarà più difficile ripartire. È inoltre essenziale avere un alto livello di coordinamento tra i Paesi per evitare squilibri nella diffusione dei vaccini tra le aree del mondo, che poi avrebbero inevitabili ripercussioni economiche. Sono questi i messaggi che il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, ha lanciato con un’intervista al quotidiano britannico Financial Times, in vista del vertice dei ministri delle Finanze e dei governatori delle banche centrali dei Paesi del G20, che si svolgerà domani a Roma (sia pure in videoconferenza), perché l’Italia è presidente di turno del forum.

«Lo strumento principale che abbiamo al momento – dice Visco – non è né monetario né fiscale, sono le vaccinazioni». Nel colloquio emerge tutta la preoccupazione per la differenza di ritmo con cui procede la somministrazione dei vaccini tra i Paesi. È necessario, aggiunge Visco, «mantenere una stretta cooperazione internazionale all’interno del G20 per evitare che le diverse fasi della campagna di vaccinazione nei vari Paesi si traducano in eccessive divergenze delle rispettive economie». Un problema che, secondo le analisi della Banca d’Italia, potrebbe manifestarsi non tanto per l’Europa rispetto agli Stati Uniti, quanto per i Paesi in via di sviluppo rispetto a quelli avanzati. L’aumento delle diseguaglianze tra economie ricche e povere potrebbe causare effetti indesiderati sui movimenti di capitali e sulla stabilità finanziaria. Un tema che, secondo Visco, deve essere presente nella discussione tra i leader del G20.

Nel frattempo Visco invita a mantenere le misure di sostegno dell’economica, «a non rovinare quello che abbiamo fatto l’anno scorso». «Una delle principali lezioni delle crisi passate – afferma – è che dobbiamo stare molto attenti a non rimuovere le misure di sostegno troppo presto». «La campagna di vaccinazione – aggiunge – ci consente di vedere la luce in fondo al tunnel, ma è necessario ora non commettere errori». Visco difende anche la risposta europea alla crisi, spiegando che non può essere paragonata gli interventi degli Stati Uniti. «Il piano Next Generation dell’Ue ha una natura completamente diversa – dice – perché, sebbene di dimensioni inferiori, sarà principalmente costituito da investimenti infrastrutturali» mentre gli aiuti a imprese e famiglie in Europa sono già stati decisi dai governi nazionali.

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