Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Sostegni meno ricchi dei ristori

Sostegni meno ricchi dei ristori ma più consistenti per chi ha perso di più. Questo quanto può verificarsi con il decreto 41/2021in forza del quale i titolari delle attività economiche colpite dal Covid rischiano di ricevere un contributo minore rispetto a quanto percepito con i precedenti provvedimenti agevolativi (decreti Ristori ecc.). Tendenzialmente, però, come detto, il meccanismo di calcolo su cui è stato strutturato l’intervento a sostegno delle attività penalizzate dalle restrizioni dovute alla pandemia «favorisce» i contribuenti che lo scorso anno hanno registrato una perdita di fatturato maggiore del 30% rispetto al 2019. La diminuzione dell’entità del contributo previsto dal decreto Sostegni rispetto a quanto erogato dal precedente governo evidentemente è da collegarsi alla volontà da parte del legislatore di ampliare la platea dei beneficiari, superando così la distinzione in codici Ateco che aveva causato sperequazioni tra i soggetti ugualmente colpiti delle conseguenze della crisi economica.

Gli elementi per il calcolo del contributo. L’ammontare del contributo a fondo perduto viene calcolato in misura pari all’importo ottenuto applicando una percentuale alla differenza tra l’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi dell’anno 2020 e l’ammontare medio mensile di fatturato e corrispettivi del 2019, fermo restando che la perdita di volume d’affari nel 2020 deve essere stata pari almeno al 30% rispetto al 2019 (parametro che non dovrà essere considerato per le attività avviate dal 1° gennaio 2019) e che non deve essere stato superato il limite di 10 milioni di fatturato in relazione al 2019. Una volta determinato il calo complessivo subito nel 2020 rispetto al 2019, sarà necessario suddividere il risultato per 12, per ottenere la perdita media mensile. Quest’ultima rappresenta la base sulla quale applicare la percentuale di contributo a fondo perduto prevista dal decreto in relazione allo scaglione dimensionale in cui ci si colloca. Gli aiuti andranno da un minimo di 1.000 a un massimo di 150.000 euro e saranno pari al 60% delle perdite per chi nel 2019 abbia fatturato fino a 100.000 euro, 50% tra 101mila e 400mila, 40% tra 400.001 e 1 milione, 30% da 1.000.001 a 5 milioni e 20% tra 5.000.001 e 10 milioni. Oltre tale soglia non spetta alcun contributo.

Un esempio. Prendiamo ad esempio un’attività commerciale (negozio di abbigliamento) in zona rossa nel 2020, con un fatturato 2019 di euro 60.000 e un fatturato di euro 30.000 nel 2020. In questo caso la perdita di fatturato di 30.000 euro in ragione d’anno corrisponde ad una perdita media mensile di euro 2.500 (30.000/12). In base a quanto previsto dal decreto Sostegni, per calcolare il ristoro spettante al contribuente, a tale attività si applica una percentuale del 60% sulla perdita media mensile di fatturato che consente di ottenere un contributo a fondo perduto di euro 1.500 (2.500 x 60%). Facendo un confronto con i precedenti contributi calcolati in base ai vari decreti (Rilancio, Ristori, ecc.) con riferimento al mese di aprile 2020 il contribuente aveva diritto al 20% della perdita subìta rispetto ad aprile 2019, il cui valore medio dell’anno, preso a calcolo per semplificare, corrispondeva a euro 5.000 (60.000/12), con conseguente contributo di euro 1.000 (5.000 x 20%), a cui si aggiungono altri 1.000 euro, per un totale di euro 2.000 (in seguito al successivo innalzamento dal 100% al 200% della percentuale di contributo spettante). In questo caso, pertanto, il contribuente percepirà un contributo minore rispetto a quanto percepito lo scorso anno (500 euro in meno pari a 2.000 -1.500). Se, invece, il calo del fatturato rispetto al 2019 scendesse a 10.000 euro, quindi con una perdita di fatturato di 50.000 euro (60.000-10.000) corrispondente ad una perdita media mensile 2020 di euro 4.166 (50.000/12), il contributo spettante al contribuente sarebbe di euro 2.500 (4.166 x 60%), pertanto maggiore rispetto a quanto ricevuto nell’esempio lo scorso anno (euro 2.000).

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Maximo Ibarra ha rassegnato le sue dimissioni da Sky Italia per diventare amministratore delegato e ...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Non cede all’ottimismo il ministro dell’Economia Daniele Franco che punta l’indice sui due pun...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

In punta di diritto: la contrarietà a un giudicato nazionale, nel contesto del giudizio di ottemper...

Oggi sulla stampa