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Sostegni, lite governo-M5S per un bonus da 24 miliardi

Un blitz della Ragioneria generale dello Stato evita un “buco” di 24 miliardi nel decreto “Sostegni 1”. Il provvedimento ieri, al termine di una giornata ad alta tensione, ha ottenuto il via libera con fiducia al Senato (207 sì, 28 no e 5 astenuti) e ora viaggia blindato verso la Camera dove deve essere approvato entro la scadenza del 22 maggio.
La bagarre si è scatenata quando la maggioranza parlamentare, ed in particolare M5S, si sono accorti che nel maxiemendamento assemblato dal governo mancava uno degli articoli votati in Commissione Bilancio. Si tratta di un norma cruciale quella del pacchetto Industria 4.0 (o Transizione 4.0) che prevede un credito d’imposta per le imprese che fanno nuovi investimenti in macchinari. L’emendamento scomparso, in quanto cassato dalla Rgs, prevedeva di “potenziare” il credito di imposta con l’istituto della cedibilità del credito medesimo alle banche.
Ottima cosa per le imprese, ma purtroppo le nuove normative Eurostat, l’ente che regola i criteri di classificazione statistica di Bruxelles, prevedono che con la cessione del credito la perdita fiscale dello Stato venga contabilizzata interamente fin dal primo anno, e non come con la tradizionale compensazione su più anni. Di conseguenza rischio di “effetti finanziari particolarmente significativi”, ovvero – a quanto si è saputo – 24 miliardi sull’indebitamento netto, cioè il deficit valevole ai fini del Patto di Stabilità.
Violenta la protesta di M5S che prima minaccia di non votare la fiducia e poi viene rassicurata – e vota con maldipancia – con la promessa di un recupero, almeno per alcuni aspetti nell’imminente “Sostegni 2”. Ma la Ragioneria mette all’indice anche un’altra misura contenuta nel testo varato dalla Commissione Bilancio: quella che consentiva una flessibilità di gestione di bilancio dei fondi sanitari per le Regioni. In questo caso è stato Fratelli d’Italia a protestare per un provvedimento che era stato concordato con le Regioni ma era coperto.
Con 32 miliardi il decreto “Sostegni 1” è intervenuto per fronteggiare i prolungati danni economici causati dalla pandemia con nuovi ristori a favore delle imprese, per le quali sono stati modificati platea e criteri di calcolo degli aiuti, eliminando i codici Ateco ed innalzando a 10 milioni la soglia massima di fatturato dei beneficiari. È stato previsto uno stanziamento di 700 milioni per il settore della montagna e per alleggerire il carico della riscossione è stato sospeso l’invio delle cartelle e sono state condonate le cartelle esattoriali per i redditi più bassi relative al periodo 2000-2010.
Il decreto ha prorogato a fine giugno il blocco dei licenziamenti e la Cig ordinaria, mentre arriverà al 31 dicembre la cassa integrazione in deroga. Riconosciuta un’indennità di 2.400 euro ai lavoratori stagionali del turismo, degli stabilimenti termali e dello spettacolo, rifinanziati il reddito di cittadinanza con 1 miliardo e quello di emergenza con 1,5 miliardi. Alla sanità vanno, infine, 5 miliardi.
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