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Sostegni bis, sì della Camera Aiuti auto fino al 31 dicembre

L’Aula della Camera con 444 sì ha votato la fiducia al Governo sul testo del decreto Sostegni bis ampiamente rivisto e corretto dalla commissione Bilancio di Montecitorio. Ora il testo passa alla “ratifica” del Senato che dovrà licenziarlo entro il 24 luglio. Il testo che si appresta a lasciare la Camera, come ha sottolineato il relatore Massimo Bitonci (Lega) «immette 44 miliardi complessivi nel mondo reale». Si va dagli aiuti automatici a fondo perduto a una nuova infornata di bonus fiscali per circa 800 milioni a una serie di fondi settoriali e microsettoriali che valgono complessivamente altri 900 milioni (si veda «Il Sole 24 Ore» di ieri).

Tra i nuovi aiuti dedicati ai settori produttivi vanno segnalati i 350 milioni per l’automotive. Tornano fino al 31 dicembre 2021 gli incentivi con rottamazione per l’acquisto o il leasing delle auto nella fascia di emissioni 61-135 g/km di CO2 (fino a esaurimento del plafond di 200 milioni) e quelli per veicoli commerciali e veicoli speciali di categoria M1 (50 milioni). Rifinanziati con 60 milioni anche gli incentivi per i modelli più “verdi” in fascia 0-60 g/km di CO2. La novità è l’ecobonus, anche questo legato alla rottamazione di vecchi veicoli, esteso alle auto usate Euro6 con contributi di 750, mille o 2mila euro parametrati alle emissioni. Sono stanziati 40 milioni e l’incentivo è condizionato all’adesione del concessionario.

Il Sostegni bis che approderà domani al Senato porta con sé anche la riscrittura del calendario fiscale con la possibilità per i 4,3 milioni di partite Iva soggette agli Isa di versare le imposte dirette, addizionali, Irap e anche l’Iva entro il 15 settembre senza applicazioni della maggiorazione dello 0,40%.

Chi invece ha aderito alla pace fiscale con la rottamazione ter o il saldo e stralcio potrà versare le rate sospese del 2020 non più in unica soluzione ma spalmandole da luglio a fine ottobre. Le quattro rate del 2021 sospese saranno invece dovute tutte entro il 30 novembre.

Particolarmente atteso dalle imprese anche il rifinanziamento della legge Nuova Sabatini per il sostegno agli investimenti. Dal 2 giugno scorso i fondi si erano esauriti e molte sono state le domande di aiuto rimaste bloccate.

Nel corso dell’iter di conversione alla Camera, infine, va ricordato che il Sostegni bis ha imbarcato con un emendamento del Governo anche le misure sul lavoro e in particolare quelle sul blocco dei licenziamenti riservato al settore tessile e a quello delle pelli fino 31 ottobre e le 14 settimane di Cassa integrazione scontata, ossia senza il pagamento delle addizionali da parte delle imprese.

Il decreto trascina con sé qualche polemica sulla conversione della “Fondazione Enea Tech” per il trasferimento tecnologico in “Enea Tech e Biomedical”. La dotazione iniziale di 500 milioni è salita a 900 milioni ma, rispetto alla mission iniziale, solo 250 milioni restano a favore di settori non medicali (Ict, green economy, deep tech e agritech). In questo modo, sottolinea Vc Hub, l’associazione di venture capitalist, business angels e family office, «sono di fatto sfumati 250 milioni di euro che avevano come beneficiari finali startup, Pmi innovative e spin-off universitari». I 400 milioni aggiuntivi non sono fondi nuovi ma vengono prelevati dalla dote per i contratti di sviluppo gestita da Invitalia e destinata a investimenti di grandi dimensioni nel settore industriale, turistico e di tutela ambientale.

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