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Sostegni bis, oggi il via libera tre strade per ottenere i ristori

Tre strade alternative per ricevere i ristori, che valgono circa 14 miliardi; un pacchetto anti-licenziamenti da 5 miliardi con contratti di rioccupazione, solidarietà ed espansione; due mesi di stop in più per l’invio delle cartelle fiscali e per l’attivazione dei pignoramenti da parte dell’Agenzia delle entrate. E poi 500 milioni per eliminare la drammatica questione delle liste d’attesa che si sono gonfiate durante l’emergenza Covid e il rinvio a fine anno della Tari, la tassa sui rifiuti (misura che si accompagna ai due rinvii già varati della Tosap, la tassa sugli spazi all’aperto di bar e ristoranti e della prima rata dell’Imu). Si prepara anche un fondo da 100 milioni per matrimoni e sport, e il rifinanziamento dei mutui per la prima casa per i giovani.
Il pacchetto da 40 miliardi del decreto “Sostegni 2”, che avrebbe raggiunto i 100 articoli, è atteso oggi in consiglio dei ministri dopo la consueta limatura tecnica della riunione dei capi di gabinetto di ieri mentre in serata, in una sorta di staffetta, il “Sostegni 1” – valore 32 miliardi – ha avuto l’ok della Camera ed è diventato legge.
Fino alle ultime ore c’è stata in ballo la proroga con rifinanziamento degli incentivi auto con emissioni di CO2 da 61 a 135 gr/km: se ne è parlato durante la riunione di martedì ma l’opzione più probabile è il rinvio a un prossimo provvedimento. Torna alla ribalta anche la vecchia questione della proroga al 2023 del superbonus del 110 per cento per le ristrutturazioni edilizie, sponsorizzato dai 5Stelle: anche in questo caso la misura pare che sarà esaminata a fine anno in legge di Bilancio perché solo a giugno si conoscerà il parere di Eurostat sulla cedibilità e la contabilizzazione dei crediti fiscali.
Tornando ai ristori per imprese e partite Iva si è andato delineando e semplificando nelle ultime ore il meccanismo di erogazione che sarà su tre strade alternative. La prima ricalca quella del “Sostegni 1”: va in automatico da parte dell’Agenzia delle entrate, con bonifico sul conto corrente dell’impresa, e si calcola sulla media delle perdite di fatturato (è necessario il 30 per cento almeno) del 2020 rispetto al 2019. La seconda strada prevede lo stesso meccanismo di erogazione ma consente all’impresa di optare per un arco temporale diverso: la perdita di fatturato può essere calcolata sul periodo più critico della pandemia, da aprile 2019 ad aprile 2020. La terza strada opzionale è quella di calcolare il rimborso, previo domanda, sostanzialmente sugli utili: chi sceglierà questa strada naturalmente subirà un conguaglio se ha già avuto un rimborso in base al fatturato. Confermato anche il rinvio della plastic tax al gennaio del 2022.
Per le imprese in arrivo ossigeno in termini di prestiti garantiti. I prestiti agevolati con garanzia Sace o Fondo pmi dovrebbero essere estesi fino al 31 dicembre dall’attuale scadenza del 30 giugno. Per i prestiti fino a 30 mila euro con garanzia del Fondo pmi il rimborso verrebbe esteso dagli attuali sei anni a dieci, ma la garanzia al 100 per cento scenderebbe al 90.
Per il lavoro, co me accennato, ci sono 4-5 miliardi. Le misure serviranno per accompagnare la fine del blocco dei licenziamenti con l’introduzione di diversi strumenti: dagli sgravi al 100 per cento fino a 6 mila euro per il contratto di rioccupazione, alle norme sui contratti di solidarietà, al potenziamento dei contratti di espansione a partire dalle imprese con cento dipendenti.
Per le fasce più povere della popolazione si prevede il rifinanziamento del reddito di emergenza per quattro mensilità, ci saranno due mesi in più per il bonus per gli stagionali di turismo, sport e agricoltura e ai sindaci saranno destinati anche 500 milioni per i buoni per la spesa, gli affitti e i pagamenti delle utenze domestiche delle famiglie in difficoltà.
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