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Sostegni bis, non sono scontati

Il blocco delle istanze per l’erogazione del contributo del primo decreto Sostegni, ferma anche le erogazioni successive: il diritto al medesimo importo ovvero alla integrazione scatta se viene dato il via libera alla prima richiesta. Il nuovo lasso temporale sul calo di fatturato, invece, determinerà un esordio vero e proprio per le istanze di contributo determinato in assenza dei requisiti previsti dal dl 41 ovvero per le istanze scartate. Come pure un esordio sarà per il contributo basato sul principio del peggioramento del risultato economico. Sono queste alcune delle conclusioni che possono essere tratte alla luce dell’analisi delle disposizioni contenute nell’articolo 1 del dl n. 73 del 2021 approdato in Gazzetta Ufficiale e che regola (come già osservato su ItaliaOggi del 27/5/21) quattro ipotesi diverse di cui due in attesa di attuazione concreta. La situazione più semplice è quella di coloro che, avendone i requisiti, hanno presentato entro il 28 maggio l’istanza per l’erogazione del contributo a fondo perduto sulla scorta dei requisiti previsti dal dl 41/2021 e dunque, essenzialmente, misurando il calo del fatturato medio mensile di almeno il 30% confrontando il 2020 con il 2019 assunti per intero. In questa ipotesi non si deve fare assolutamente nulla se non attendere l’erogazione del contributo «nuovo» ovvero l’attribuzione del credito di imposta se in tal senso era stata esercitata l’opzione nell’istanza di cui all’art. 1 del dl 41. Seppure lineare nella sua modalità, il comma 2 del dl 73 del 2021 afferma che in detta ipotesi ricadono coloro ai quali il contributo è stato «riconosciuto» e cioè nel momento in cui l’agenzia delle entrate ha rilevato la correttezza dei dati e la spettanza del diritto alla relativa percezione. Naturalmente, laddove l’istanza sia stata scartata o risulti bloccata, l’automatismo previsto dal sostegni bis non potrà in alcun caso scattare. Dovrà essere dunque necessario esaminare il motivo per il quale sussiste il blocco e solo una volta rimosso potranno operare in modo automatico le previsioni del nuovo decreto. Sul tema, può essere di ausilio quanto affermato dall’Agenzia delle entrate con la risoluzione n. 65/2020 in relazione agli errori che potevano essersi verificati ad esempio per effetto di una indicazione errata dell’Iban di accredito del contributo. In ogni caso, il punto decisivo sarà comprendere il motivo di eventuali scarti o blocchi in modo tale da innescare anche l’erogazione della nuova tranche di contributo identica alla prima. Ad analoga conclusione si giunge in relazione alle posizioni di coloro che richiedono l’integrazione del primo contributo a fondo perduto per effetto delle previsioni contenute nei commi da 5 a 15 dell’art. 1 del dl 73/2021. In particolare, il comma 5 tratta l’ipotesi dei soggetti che hanno beneficiato del contributo previsto dal primo decreto sostegni e, dunque, anche in questo caso eventuali problematiche legate alla istanza da dl 41/2021 si riverberano sulla possibile integrazione. È infatti del tutto evidente che, in caso di blocco o di scarto della prima istanza da dl 41/2021:

– non si può beneficiare del nuovo contributo base;

– analogamente, non è possibile presentare l’istanza per l’integrazione del contributo base in quanto non si è beneficiato del contributo da dl 41.

Un percorso, dunque, a step che si incentra su quanto si farà entro oggi ovvero su quanto risulta all’amministrazione finanziaria. In buona sostanza, il via libera al beneficio del contributo ai sensi del dl 41 del 2021 sblocca, in generale, anche le previsioni del dl 73. Vi sono poi le due ipotesi nelle quali l’istanza viene presentata per la prima volta. Il primo caso è quello dei contribuenti che, in base al comma 10, non hanno beneficiato del contributo di cui all’art. 1 del dl 41/2021 per i più svariati motivi (ad esempio, per mancata presentazione dell’istanza ovvero per l’assenza del requisito del calo di fatturato medio mensile nel confronto tra 2020 e 2019) che però, in base al citato comma potranno presentare l’istanza verificando il calo del fatturato su un orizzonte temporale diverso rispetto al dl 41 e cioè su un periodo che va dal 1 aprile 2020 al 31 marzo 2021 confrontato con il medesimo periodo dell’anno precedente. Posto che il principio è quello del calo in quanto tale e dunque anche minimo, in questa ipotesi rientrano anche coloro che si sono visti scartare l’istanza da dl 41 e che, come sopra esaminato, a cascata «perdono» (magari solo momentaneamente) la possibilità di accedere al contributo da dl 73. La logica della norma è quella della creazione di un nuovo e diverso presupposto indipendente dagli altri in ragione, in primis, del diverso asse temporale di riferimento. Come pure, l’ultima ipotesi disciplinata dai commi 16 e seguenti cioè quella del peggioramento del risultato economico nel confronto tra il 2020 e il 2019, è pure completamente slegata ad ogni riferimento precedente.

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