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Sospesi i crediti al consumo oltre i due anni

La moratoria per i mutui delle famiglie si estende ai crediti al consumo con durata di oltre due anni. Nello stesso giorno dell’accordo con le imprese, le banche ufficializzano un’intesa con le associazioni dei consumatori. Due documenti accolti «con soddisfazione» dal ministero dell’Economia che evidenzia la sinergia con altri strumenti già attivati dallo Stato.
Così come per le imprese l’accordo, trasmesso anche allo Sviluppo economico oltre che al Tesoro, recepisce solo parzialmente le indicazioni più ambiziose della legge di stabilità in cui si fa riferimento a sospensione tout court del «pagamento della quota capitale delle rate per gli anni dal 2015 al 2017». L’intesa Abi-consumatori, anche alla luce della nuova vigilanza europea dell’Eba, ha confini delimitati e si sofferma sulla sospensione per un massimo di 12 mesi della quota capitale per i crediti al consumo di durata superiore a 24 mesi. Un’altra novità, rispetto alle misure già esistenti del Fondo di solidarietà per l’acquisto della prima casa (Fondo Gasparrini), è la possibilità che a richiedere la sospensione – anche per i mutui garantiti da ipoteca su abitazione principale – siano anche persone in difficoltà per la sospensione del lavoro o interessate da ammortizzatori sociali, che fanno registrare ritardi di pagamento fino a 90 giorno. Questa categoria di consumatori in difficoltà si aggiunge a quelle già previste dal Fondo Gasparrini: casi di cessazione del posto di lavoro (ad eccezione di risoluzioni consensuali o licenziamenti per giusta causa), morte o grave infortunio.
L’accordo riapre i termini per sospendere i finanziamenti per le famiglie che hanno già beneficiato della moratoria in passato, purché la sospensione non sia stata richiesta nei 24 mesi precedenti. Le banche si impegnano a rendere operativa l’intesa entro 60 giorni e la sospensione scatterà entro 30 giorni lavorativi dall’accoglimento della richiesta del cliente. Alla sospensione non potranno essere abbinate commissioni o interessi di mora, ma solo gli interessi alle scadenze contrattuali calcolati sul debito residuo.
I crediti ai consumatori per i quali si potrà chiedere la sospensione devono avere una durata di oltre due anni, con piano di ammortamento predefinito “non revolving”, a prescindere dalla tipologia di tasso di interesse previsto (fisso, variabile o misto). Esclusi i finanziamenti con ritardo di pagamento superiore ai 90 giorni.

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