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Sos, professionisti nella media

Per la prima volta, dopo incrementi esponenziali a partire dal 2007, l’andamento delle segnalazioni di operazioni sospette (Sos) registra una moderata diminuzione (-3,6%). Record positivo per l’Uif, che nel 2013 è riuscito ad analizzare molte più Sos di quelle ricevute nell’anno (92.415 ossia circa il 50% in più di quelle ricevute) avviandosi così a smaltire l’arretrato. Le categorie professionali, tuttavia, mostrano un trend stabile rispetto all’anno precedente, confermando sempre in testa la partecipazione attiva dei notai con le 1.824 segnalazioni sulle 1.985 complessive del 2013. Interessante notare che la dinamica delle segnalazioni scaturisce per la gran parte da input naturalmente percepibili da parte degli intermediari finanziari, in quanto l’origine del sospetto per il 50% circa dei casi viene rilevata allo sportello e per un altro 35% scaturisce da sistemi automatici o a seguito di controlli di strutture centrali, mentre solo per un 10% circa deriva dal comportamento sospetto del cliente e da notizie di provvedimenti e presenza in liste di soggetti a rischio, aspetti questi ultimi che, invece, risulterebbero più frequentemente valutabili da parte dei professionisti. Sono alcuni dei dati forniti dal rapporto dell’Uif, sul II semestre 2013 (si veda ItaliaOggi del 29/3/14).

Sospetto e segnalazione. Nello svolgimento della loro attività, i soggetti di cui all’art. 12, 13 e 14 del dlgs 231/07 ossia dottori commercialisti, consulenti del lavoro, consulenti tributari, notai, avvocati, revisori, altri esercenti attività professionale avvalendosi in particolare, dell’ausilio degli indicatori di anomalia di cui al decreto del 16/4/2010 per i professionisti e del decreto 17/2/2011 per gli operatori non finanziari, devono vagliare la propria clientela e le operazioni dalla stessa compiute o richieste, verificandone la coerenza con il profilo economico-finanziario, individuandone le possibili deviazioni, illogicità o incongruenze al fine di porre in essere le segnalazioni di operazione sospetta di cui all’art. 41 del decreto antiriciclaggio. Come richiesto dalle «Istruzioni sui dati e le informazioni da inserire nelle Sos» (provvedimento Uif del 6/5/11) è fondamentale inserire gli elementi descrittivi, in forma libera, sull’operatività segnalata e sui motivi del sospetto, ossia le ragioni che hanno indotto il segnalante a ritenere l’operazione collegata a riciclaggio o finanziamento del terrorismo e a effettuare la segnalazione. In particolare, deve risultare chiaramente il processo logico seguito dal segnalante nella valutazione delle anomalie rilevate nell’operatività oggetto della segnalazione. Gli elementi del sospetto oggetto di valutazione possono attenere il profilo oggettivo (caratteristiche, entità, natura delle operazioni), quello soggettivo (coerenza tra operatività e capacità economica e patrimoniale) e altre circostanze o informazioni conosciute a seguito del rapporto con il cliente.

Le statistiche dei professionisti. Per attuare una Sos un professionista non può fare affidamento su alcun automatismo, ma solo sulla propria esperienza professionale di operatore qualificato. Quindi, ben può comprendersi la ridotta numerosità di segnalazioni dei professionisti e operatori non finanziari (2.836 Sos nel 2013) contro quelle degli intermediari (61.765 Sos). Ma il dato va letto con più attenzione, riferendolo al valore delle operazioni segnalate distinto per tipologia di segnalante: prendendo a riferimento i dati del secondo semestre 2013, si rileva che se le segnalazioni di banche e poste corrispondono a 39.987,6 milioni di euro, i professionisti hanno smosso 1.162,7 milioni. Questi, uniti agli operatori non finanziari (altri 958,7 mln) hanno rappresentato nel complesso oltre il 5% dei capitali segnalati (lasciando fuori, ovviamente, dal conteggio gli altri intermediari finanziari che da soli interessano 1.181.137,6 mln, detenendo il record dei valori segnalati con in testa le società fiduciarie per 1.175.286,7 mln).

Gli esiti dei controlli. Il dato che lascia perplessi è il numero esiguo di accertamenti di irregolarità a fronte della mole rilevante di Sos movimentate. In particolare, le rilevazioni di omessa segnalazione di operazioni sospette risultano in calo, essendo state 62 nel 2011, 39 nel 2012 e solo 29 nel 2013. Ricordiamo, in proposito che ai sensi del comma 4 dell’art. 57, dlgs 231/07, salvo che il fatto costituisca reato, l’omessa segnalazione è punita con una sanzione amministrativa pecuniaria dall’1 al 40% dell’importo dell’operazione non segnalata. Sanzione che per i professionisti potrebbe risultare di rilevante impatto soprattutto se consideriamo che la stessa non risulta neanche assicurabile dalla polizza rc professionale in quanto sanzione diretta. Per quanto concerne gli accertamenti ispettivi effettuati, risultano sostanzialmente stabili e di limitata entità (dai 20 del 2011 ai 17 del 2012, ai 21 nel 2013). Vivaci, gli scambi con le unità informative estere. Sono, infatti, raddoppiate, rispetto al 2012, le richieste inoltrate agli altri paesi (da 217 a 450 nel 2013), mentre restano in linea le richieste ricevute (da 723 nel 2012 a 793 nel 2013).

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