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Sorveglianza unica contro il riciclaggio, la Ue accelera

I ministri delle Finanze dell’Unione europea hanno dato ieri mandato alla Commissione europea perché presenti misure per rafforzare la lotta al riciclaggio del denaro nel grande mercato unico. La decisione, presa in occasione di una due-giorni di riunioni ministeriali qui a Bruxelles, giunge dopo che una serie di scandali bancari ha mostrato che l’attuale assetto di sorveglianza, basato sulla responsabilità nazionale, è troppo debole.

In un rapporto pubblicato nel luglio scorso la Commissione europea aveva messo in luce i limiti dell’attuale sistema di vigilanza (si veda Il Sole 24 Ore del 25 luglio). Nel 2018 è emerso che una filiale estone della banca danese Danske Bank ha gestito pagamenti sospetti per un totale di 200 miliardi di euro tra il 2007 e il 2015. Di recente, la Banca centrale europea ha rimproverato alla Bank of Malta di non affrontare sufficientemente i rischi su questo fronte.

«Il Consiglio – si legge in un comunicato – invita la Commissione a esplorare possibili linee di azione, considerando una cooperazione più robusta ed efficiente tra le autorità e gli enti coinvolti nel riciclaggio del denaro (…); verificando se alcuni aspetti possano essere affrontati tramite un regolamento (non direttive come è avvenuto finora, ndr); e studiando possibilità, vantaggi e svantaggi di conferire alcune responsabilità di vigilanza e alcuni poteri a una entità europea».

Sul tavolo è l’ipotesi di centralizzare la lotta al riciclaggio, dopo che i recenti scandali hanno mostrato come la vigilanza a livello nazionale non sia soddisfacente nel combattere un fenomeno per sua natura transfrontaliero. Di recente sei Paesi, tra cui l’Italia, hanno chiesto un giro di vite (si veda Il Sole 24 Ore del 10 novembre). «Siamo ansiosi di fare progressi in questo campo», ha detto il vice presidente della Commissione Valdis Dombrovskis. «Vogliamo dare poteri a un nuovo ente europeo».

Sempre ieri sul fronte finanziario, i ministri delle Finanze hanno approvato conclusioni a favore di un aggiornamento della direttiva relativa alla tassazione dell’energia. È la prima volta che i Paesi dell’Unione europea si accordano sulla necessità di una riforma alla luce delle nuove sfide climatiche. A questo proposito, nel vertice europeo della settimana prossima, i Ventotto dovranno decidere tra le altre cose se puntare alla neutralità climatica entro il 2050.

Infine, sempre ieri Consiglio, Parlamento e Commissione hanno trovato un primo compromesso su un pacchetto regolamentare che deve stabilire criteri con i quali considerare il livello ecologico di singoli investimenti finanziari. La discussione è stata lunga e ha riguardato in particolare l’energia nucleare, se possa essere o no oggetto di un investimento ecologicamente compatibile. Secondo le informazioni raccolte ieri, le parti devono ora verificare al proprio interno se il compromesso è accettabile.

Beda Romano

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