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Sorpresa Deutsche: utili a 300 milioni con il trading

Il ceo di Deutsche bank Christian Sewing ha una nuova sfida da affrontare quest’anno oltre a quella pandemica: convincere il mercato, i suoi azionisti e gli stakeholders che l’utile netto pari a 309 milioni nel terzo trimestre (182 di pertinenza degli azionisti), emerso ieri e ben superiore alle attese del mercato, è sostenibile. E che quindi può diventare il trampolino di lancio per un profitto pre-tasse sull’intero 2020 che il direttore finanziario James von Moltke ieri in una conference call non ha escluso, che vede “raggiungibile” nonostante il contesto pandemico resti molto incerto.

Finora quest’anno Deutsche bank ha centrato le tappe dei principali target del piano di trasformazione che termina nel 2022: Covid non ha arrestato il processo di ristrutturazione, per lo meno finora quest’anno. I ricavi netti sono stati pari a 5,9 miliardi nel terzo trimestre, +13% rispetto allo stesso trimestre del 2019; il contenimento dei costi va avanti da undici trimestri consecutivi e l’andamento dell’ultimo trimestre è stato in linea con il raggiungimento del target di 19,5 miliardi per il 2020. I rischi continuano a scendere attraverso il veicolo CRU: la capital release unit ha generato un calo di 3 miliardi dei RWA (risk weighted assets) portandoli a 39 miliardi nel terzo trimestre. La solidità del bilancio al terzo trimestre è stata confermata dal CET1 rimasto al 13,30% (285 punti base sopra i requisiti di vigilanza) e il liquidity coverage ratio al 151% (76 miliardi sui requisiti).

Il salto degli utili tuttavia fa perno sulla performance eccezionale dell’investment bank che nel terzo trimestre ha consentito a Deutsche bank di battere le rivali americane mettendo a segno ricavi netti in crescita del 43% a quota 2,4 miliardi, attorno al 40% dei ricavi totali. Questo ritmo è difficilmente sostenibile, perché la pandemia ha aumentato la volatilità, la richiesta di finanziamenti della clientela e ha ampliato lo spread tra denaro e lettera. Tuttavia i vertici di Deutsche bank ritengono che nell’ottimo andamento dell’investment bank ci siano quote di mercato in crescita che saranno consolidate. Avendo abbandonato il proprietary trading per proprio conto e avendo chiuso l’attività nell’equity trading, l’investment banking di DB ora soddisfa le richieste della clientela soprattutto su fixed income e forex: dei 2,365 miliardi di ricavi, 567 milioni vengono dall’origination soprattuto di emissioni obbligazionarie (390 milioni) e sindacazione di prestiti. In quanto ai prestiti alla clientela, Pmi soprattutto, al momento Covid non rischia di sommergere il bilancio di Deutsche bank sotto un’ondata di crediti deteriorati e insolvenze: il rapporto tra NPE e attivi totali è salito dal 2,2% dell’ultimo trimestre 2019 al 2,9% al terzo trimestre 2020, grazie alla tenuta dell’economia in Germania e alla gestione conservatrice e prudente del portafoglio prestiti di Deutsche bank.

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