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«Sorgenia pronta alla svolta Greentech»

La chiave di volta è il “Greentech”. È il perno su cui si è sviluppato il turn around di Sorgenia, «che nel giro di sei anni ha ridotto il rapporto debito/Ebitda da 30 a 1,5 volte e oggi, grazie al consolidamento con gli asset verdi di F2i, è un operatore integrato con tre attività sinergiche: rinnovabili, quattro cicli combinati a gas super flessibili e oltre 400mila clienti tutti digitali». Ma è anche «il futuro del mercato energetico, che si svilupperà lungo un fil rouge vincente che lega tecnologia, rinnovabili, dati e digitale». Ne è convinto Gianfilippo Mancini, amministratore delegato di Sorgenia da marzo 2015, quando il gruppo usciva da una sofferta fase di ristrutturazione che aveva visto le principali banche italiane costrette a entrare nel suo capitale convertendo i propri crediti. Lo scorso ottobre, il fondo F2i e gli spagnoli di Asterion – «investitori con un ottica di lungo termine», sottolinea a Radiocor – hanno raccolto il testimone dagli istituti di credito, conferendo 300 MW di impianti eolici e 100 MW di biomasse e ora «siamo davanti a un nuovo capitolo in cui ci candidiamo a essere protagonisti della transizione energetica in Italia», aggiunge il manager, pienamente confermato con l’arrivo dei nuovi soci di controllo.

I presupposti ci sono tutti: Sorgenia ha chiuso il 2020 con un Ebitda balzato del 54% a 316 milioni e un indebitamento finanziario netto ridotto ulteriormente a 461 milioni; nel 2015 erano rispettivamente di 40 milioni e 1,3 miliardi. E ora, con il nuovo piano industriale in elaborazione, punta a un forte sviluppo sulle rinnovabili e ad allargare la base clienti oltre quota 700mila.

Il 2020 per Sorgenia è stato un anno chiave ma anche il settore energetico, causa Covid, ha visto l’affermarsi di trend rilevanti. Qual è il suo punto di vista?

La pandemia ha accelerato in modo drammatico tre grandi trasformazioni che erano già in corso. Innanzitutto ha rafforzato molto il legame tra elettricità e digitale sia sul lato produzione sia sul lato clienti. Poi c’è il tema del climate change: molti pensavano che nell’emergenza tornassimo indietro, invece è accaduto l’esatto opposto, basta vedere l’agenda di Joe Biden e il Next Generation Eu. Infine, mentre cadeva la domanda di elettricità, le rinnovabili hanno penetrato in modo pervasivo il mercato, con il carbone che è ormai è fuori gioco perché non più competitivo rispetto al gas. Oggi sulle reti vediamo quello che ipotizzavamo potesse essere lo scenario al 2030: cioè solo rinnovabili e gas super flessibile.

Insomma, il binomio gas-rinnovabili è il futuro secondo lei

Le rinnovabili sono ormai a market parity, non hanno più bisogno di incentivi. Vero, richiedono una capacità termica flessibile pronta a fargli da backup, ma contribuiscono anche ad abbassare i prezzi dell’energia: pensate a quello che accade in Spagna, dove di giorno arrivano addirittura a zero. Questo ragionamento vale anche per l’Italia, paese ricco di risorse. Da noi i problemi sono altri, la burocrazia, lo scarico di responsabilità tra Stato, Regioni ed enti locali: mi auguro che il Governo affronti questo tema, altrimenti anche il Pnrr – su cui ci giochiamo tanto – rischia di non essere sfruttato. C’è anche la necessità di dare più spazio alla concorrenza, con regole certe e stabili sui mercati, dall’ingrosso alle rinnovabili, per arrivare alla piena contendibilità dei clienti finali.

Il nucleare secondo lei è definitivamente superato?

Al di là di altre considerazioni, poiché in Europa vogliamo avere elevati standard di sicurezza i costi sono enormi, basta vedere gli ultimi progetti di Olkiluoto, Hinkley Point e Flamanville.

In questo contesto come evolve la “storia” di Sorgenia?

Nel 2015 ci siamo concentrati sulla sopravvivenza, ma lo abbiamo fatto puntando con decisione su tre azioni che hanno dato e continueranno a dare grandi frutti. Primo: abbiamo investito sul digitale, costruendo dal nulla un portafoglio di oltre 400mila clienti, tutti digital e con una customer experience di alto livello, ai quali oggi possiamo allargare la nostra offerta con la fibra e il fotovoltaico, per arrivare domani alle comunità energetiche rinnovabili. Secondo: abbiamo fatto diventare super flessibili i nostri impianti a gas adattandoli ai nuovi fabbisogni della rete elettrica. Infine le rinnovabili: anzichè abbandonarle , abbiamo sviluppato su tutto il territorio nazionale numerosi progetti, utilizzando le più moderne tecnologie e oggi abbiamo la liquidità per metterli finalmente a terra. Senza dimenticare il risanamento di Tirreno Power (la ex genco Enel controllata pariteticamente con Engie, ndr), che ha iniziato a dare risultati.

Come procede l’integrazione con gli asset di F2i?

Direi molto bene. A maggio ci sarà una fusione infragruppo che completerà il riassetto di Sorgenia e il quadro sarà completo. Prevedo sinergie rilevanti.

Grazie a questa operazione Sorgenia aumenta la propria dimensione, con almeno altri 100 milioni di mol in più pro forma, guardate anche al consolidamento?

Abbiamo un approccio industriale e fondamenta robuste, questo ci porta a concentrarci sulla crescita endogena che è più complessa ma anche più remunerativa.

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