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Sono tempi duri per i morosi

Armi spuntate contro i decreti ingiuntivi ottenuti dal condominio verso i condomini morosi. Con la sentenza n. 19605 dello scorso 12 novembre 2012, la seconda sezione civile della Corte di cassazione ha, infatti, evidenziato come non sia possibile contestare nel merito, neppure in via incidentale, il credito vantato dal condominio in base a una delibera assembleare di approvazione del bilancio. In altri termini, nel caso di opposizione a decreto ingiuntivo il condomino può far valere solamente le cause di nullità della delibera, perché incidono sulla sua efficacia (una delibera nulla è come se non esistesse), e non quelle di annullabilità che, invece, riguardano solamente la sua validità (ossia la regolarità della decisione). Per queste ultime bisogna impugnare direttamente la delibera. Ciò significa che ove la delibera non sia stata impugnata negli ordinari trenta giorni di cui all’art. 1137 c.c. e salvi i casi di nullità della stessa, il condomino cui sia ingiunto il pagamento non potrà efficacemente contrastare l’iniziativa dell’amministratore con la semplice opposizione al decreto.

Il caso. Nella specie un amministratore condominiale aveva ottenuto un decreto ingiuntivo immediatamente esecutivo contro i comproprietari di un appartamento in mora nel pagamento degli oneri collettivi deliberati dall’assemblea mediante approvazione dei bilanci consuntivo e preventivo. I condomini avevano quindi proposto tempestiva opposizione al predetto decreto, contestando sia di non essere stati regolarmente convocati per la predetta assemblea sia l’utilizzo di criteri di riparto delle spese del tutto illegittimi. Il tribunale adito, nell’accogliere le eccezioni dei condomini opponenti, aveva quindi revocato il decreto ingiuntivo, ritenendo che il condominio non avesse offerto la prova della regolare convocazione degli stessi all’assemblea che aveva approvato i bilanci condominiali. La decisione era stata prontamente impugnata in appello dal condominio, ottenendone la riforma integrale e, dunque, la conferma della piena validità del decreto ingiuntivo opposto. I condomini avevano allora deciso di ricorrere in Cassazione.

La decisione della Suprema corte. La seconda sezione civile della Corte di cassazione, nel confermare la decisione dei giudici di appello, ha evidenziato come in tema di opposizione a decreto ingiuntivo immediatamente esecutivo il condomino opponente non possa far valere questioni attinenti alla validità della delibera condominiale, ma solo questioni riguardanti l’efficacia della medesima. Detta delibera, infatti, costituisce titolo di credito del condominio e, di per sé, prova l’esistenza del credito e legittima non solo la concessione del decreto ingiuntivo, ma anche la condanna del condomino a pagare le somme nel giudizio di opposizione che quest’ultimo abbia eventualmente proposto contro tale decreto. L’ambito di detto procedimento, come ribadito a più riprese dalla medesima Suprema corte, è dunque ristretto alla sola verifica dell’esistenza e dell’efficacia della deliberazione assembleare di approvazione della spesa e di ripartizione del relativo onere.

Ciò non toglie che in sede di opposizione possano essere rilevati eventuali vizi di nullità della deliberazione assembleare che ostino alla validità e all’efficacia della stessa. Tuttavia, come chiarito dalle sezioni unite della Cassazione nella nota sentenza n. 4806/2005, debbono qualificarsi nulle soltanto le delibere prive degli elementi essenziali, quelle con oggetto impossibile o illecito, quelle con oggetto che non rientra nella competenza dell’assemblea, le delibere che incidono sui diritti individuali, sulle cose o sui servizi comuni o sulla proprietà esclusiva di ognuno dei condomini, le delibere comunque invalide in relazione all’oggetto. In tutti gli altri casi si è di fronte a un semplice vizio di annullabilità della deliberazione assembleare, che deve essere eccepito nel rigoroso termine di decadenza di 30 giorni stabilito dall’art. 1337 c.c. (e confermato anche dalla nuova versione di detta disposizione introdotta dalla legge di riforma del condominio).

Pertanto, una volta accertato il carattere immediatamente esecutivo della delibera in base alla quale sia stato legittimamente emesso il decreto ingiuntivo, nel giudizio di opposizione non possono essere invocati dai condomini ingiunti eventuali vizi invalidanti la predetta delibera che avrebbero dovuto essere fatti valere nel giudizio di impugnazione, atteso che il giudice dell’opposizione al decreto non può, neppure in via incidentale, rilevare l’invalidità delle delibere impugnate.

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