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Sondrio, Unipol approda al 7% La banca: «Segnale di fiducia»

Unipol rafforza la sua posizione in Banca Popolare di Sondrio diventandone primo azionista. Il “reverse accelerated book building” – ovvero l’operazione di acquisto accelerato – annunciato a sorpresa martedì sera dalla controllata Unipolsai e realizzata con Equita Sim ha permesso di raccogliere il 4% della banca valtellinese, consentendo così al gruppo assicurativo di salire al 6,9% del capitale della popolare e di issarsi davanti al fondo Amber, fino a ieri primo socio.

Il risultato del blitz è in verità inferiore ai target annunciati alla vigilia da Unipol, che aveva messo nel mirino il 6,62% del capitale di Sondrio per arrivare al 9,5%. Gli investitori, paradossalmente, hanno preferito non vendere ai 4,15 euro offerti dal gruppo assicurativo per poi vedere scambiare in maniera massiccia, nel corso della giornata, il titolo a 3,98 euro, in calo dello 0,5 per cento. Segnale, forse, che qualcuno nel capitale confida in ulteriori risalite del titolo (impennatosi peraltro già del 230% in un anno e del 70% in sei mesi). Oppure che nel capitale c’è chi, e con quote sotto le soglie di rilevanza, sta fermo sulle proprie posizioni in vista delle prossime mosse. Tra gli azionisti significativi, e finanziari, a voler stare alla finestra c’è di sicuro Amber.

L’esito dell’acquisto di ieri dimostra che la partita di Unipol per Sondrio va conquistata pezzo dopo pezzo, benchè sia tracciata. Realistico attendersi un progressivo rastrellamento delle altre azioni finalizzato al raggiungimento del target del 9,5%. A tendere, d’altra parte, tutti guardano all’ipotesi del consolidamento tra Sondrio e l’altra controllata di Unipol, Bper. E la conferma che la mossa del ceo di Unipol Carlo Cimbri, seppur non concordata, non sia ostile nei confronti dell’attuale management di Sondrio, arriva direttamente dallo stesso management valtellinese. «L’iniziativa di UnipolSai – spiega al Sole 24Ore il consigliere delegato Mario Pedranzini – esprime la volontà di seguire la banca nel suo progetto di sviluppo ed è un’attestazione di fiducia verso Banca Popolare di Sondrio, fiducia che giunge da chi ci conosce da tanto tempo (Unipol è partner nella bancassicurazione con Arca Vita e Arca assicurazioni, ndr) e che per questo vale anche di più perchè crede nella banca e nel suo futuro». Un futuro, dice ancora Pedranzini, che «privilegerà sempre la nostra determinazione di perseguire la nostra autonomia» e che nel contempo consentirà di «creare le partnership per fare meglio» nell’interesse dei soci. Sondrio attende ora la sentenza del Consiglio di Stato per la trasformazione in Spa. In questo senso, «adattarsi alla legge è un dovere», nota Pedranzini che aggiunge come «Sondrio si è sempre adattata ai nuovi contesti».

Che sia un modo per costruire gradualmente un ponte con Sondrio fino a disegnare un progetto di fusione, che sia un modo per marcare la presenza nel capitale della banca valtellinese (e raffreddare mire di eventuali altri investitori), che sia un messaggio lanciato al mercato per raffreddare altre ipotesi di M&A, come BancoBpm, di sicuro la mossa di Unipol si inserisce in un quadro bancario a dir poco in fermento. E che vede tra le possibili mire del gruppo bolognese anche Carige, portatrice di una dote di Dta significativa. Il gruppo emiliano – il cui ex Ceo e attuale dg Alessandro Vandelli è dato in uscita nei prossimi mesi – è guidato oggi da Piero Montani, manager di grande esperienza e con un passato proprio a Genova. Ma le ipotesi di crescita per Unipol si estendono fino a Mps, che sempre più insistentemente viene data come destinata ad essere oggetto di “spezzatino”: una parte della rete al Sud a Mcc, e il restante a UniCredit, magari con il supporto di Bper per la parte in sovrapposizione.

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