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Somministrati, niente ritardi

Scade a fine mese la comunicazione annuale al sindacato sull’utilizzo di lavoratori somministrati. I datori di lavoro che nel corso dell’anno 2012 hanno stipulato contratti di somministrazione di lavoro sono tenuti a comunicare alla Rsu o alle Rsa il numero e i motivi dei contratti, la durata, il numero e la qualifica dei lavoratori utilizzati. L’adempimento, previsto dalla riforma Biagi (dlgs n. 276/2003), diventa soltanto ora operativo, a seguito delle precisazioni del ministero del lavoro che ha fissato il termine al 31 gennaio dell’anno seguente a quello di riferimento (salvo diversa previsione da parte dei contratti collettivi, si veda box in pagina). Ma soprattutto a seguito dell’entrata in vigore, il 6 aprile dello scorso anno, del dlgs n. 24/2012 (attuazione direttiva 2008/104/Ce relativa al lavoro tramite agenzia interinale) il quale ha introdotto la sanzione, d’importo variabile da 250 a 1.250 euro, in caso di omesso o errato adempimento. Il primo appuntamento che scade a fine mese fa dunque riferimento all’anno 2012; ma per la sanzionabilità fa precisamente riferimento ai contratti di somministrazione conclusi nel periodo dal 6 aprile al 31 dicembre 2012.

Monitoraggio continuo. La scadenza, in realtà, riguarda uno di due adempimenti previsti a carico delle imprese utilizzatrici di lavoratori interinali (o somministrati), per una sorta di monitoraggio continuo del lavoro tramite agenzia (o in affitto). Entrambi gli adempimenti sono stati introdotti dall’articolo 24 del dlgs n. 276/2003 (riforma Biagi); entrambi consistono in una «comunicazione»; in entrambi i casi la comunicazione va fatta:

  • alla rappresentanza sindacale unitaria (Rsu), ovvero alle rappresentanze sindacali aziendali (Rsa) e, in mancanza, alle associazioni territoriali di categoria aderenti alle confederazioni dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale.La comunicazione preventiva. La prima comunicazione è preventiva. Nel senso che l’impresa utilizzatrice di lavoratori in somministrazione deve effettuarla «prima della stipulazione di ogni contratto di somministrazione». La comunicazione concerne: il numero e i motivi della stipula del contratto di somministrazione. Solamente nel caso in cui sussistano motivi di urgenza, la comunicazione può essere ritardata ed effettuata nei 5 giorni successivi alla stipula del contratto di somministrazione.

    La comunicazione annuale. La seconda comunicazione è annuale. Nel senso che l’impresa utilizzatrice di lavoratori in somministrazione deve effettuarla «ogni 12 mesi». In tal caso la comunicazione concerne: il numero e i motivi dei contratti di somministrazione conclusi, la loro durata, il numero e la qualifica dei lavoratori impiegati.

    Fuori gioco consulenti e professionisti. Per entrambe le comunicazioni (preventiva e annuale) l’obbligo ricade sempre sul soggetto utilizzatore, che è l’impresa che prende lavoratori in somministrazione. Tuttavia, ai fini operativi, la disciplina prevede una differenza procedurale. Infatti:

  • la comunicazione preventiva deve necessariamente essere effettuata direttamente dal soggetto utilizzatore alle rappresentanze sindacali;
  • mentre la comunicazione annuale può essere effettuata direttamente dall’utilizzatore ovvero attraverso l’associazione datoriale alla quale questi aderisce o conferisce mandato.In nessun caso, invece, sono chiamati in causa gli altri intermediari abilitati allo svolgimento degli adempimenti in materia di lavoro di cui all’articolo 1, della legge n. 12/1979, ossia i consulenti del lavoro prima di tutto e gli altri professionisti.

    La sanzione (la novità che rende di fatto operativo l’obbligo). I due adempimenti, come accennato, sono stati introdotti dalla riforma Biagi (nel 2003), senza però collegarvi alcuna sanzione in caso di inadempimento. Ciò fino a quando il dlgs n. 24/2012 ha introdotto il comma 3-bis all’articolo 18 del dlgs n. 276/2003 (dlgs attuativo della riforma Biagi), il quale stabilisce che «la violazione delle disposizioni (_), per il solo utilizzatore (_) di cui all’articolo 24, comma 4, lettere a) e b), è punita con la sanzione amministrativa pecuniaria prevista dal comma 3». Quest’ultimo comma, a sua volta, dispone: «la violazione degli obblighi e dei divieti (_) è punita con la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 250 a euro 1.250». Insomma, dal 6 aprile 2012 (che è la data di entrata in vigore del dlgs n. 24/2012), la violazione degli obblighi di comunicazione sopra descritti è punita con l’applicazione della sanzione da 250 a 1.250 euro. Da evidenziare, infine, che la responsabilità per l’adempimento dell’obbligo di comunicazione attiene al solo soggetto utilizzatore (cioè all’impresa che fa ricorso alla somministrazione di lavoratori.

    La scadenza di fine mese. Con nota protocollo n. 12187/2012, il ministero del lavoro ha fornito nuove indicazioni operative in merito alla comunicazione annuale, alla luce delle richieste di chiarimento, in caso di mancata o non corretta effettuazione della comunicazione stessa. Il ministero ha chiarito che la sanzione si applica sia in caso di mancato assolvimento dell’obbligo di comunicazione, sia qualora si ravvisi un non corretto assolvimento dello stesso. Ha precisato che per l’anno 2012 la sanzione si applica con riferimento ai contratti di somministrazione conclusi nell’arco temporale dal 6 aprile 2012 al 31 dicembre 2012, mentre, per gli anni successivi, il periodo di riferimento è quello compreso tra il 1° gennaio e il 31 dicembre di ogni anno (anno solare). Infine ha stabilito che il termine per adempiere dell’obbligo della comunicazione annuale è il 31 gennaio dell’anno seguente a quello di riferimento. Pertanto, l’adempimento che scade a fine mese riguarda la comunicazione relativa all’anno 2012, sanzionabile con riferimento ai contratti di somministrazione conclusi dal 6 aprile al 31 dicembre.

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