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Sommare stipendio e Cassa integrazione Pd e Lega aprono sindacati divisi

La più entusiasta è la sottosegretaria leghista al Lavoro, Tiziana Nisini: «Il lavoratore che si trova in Cassa integrazione ha un reddito molto basso. Il fatto che non possa cumulare con altro stipendio lo considero una stortura italiana a cui porre rimedio». Ecco allora che la proposta dell’economista Ocse Andrea Garnero, lanciata su Repubblica, del cumulo Cig-stipendio per Nisini è «valida e di buonsenso». Specie ora: «Ci vuole un cambio di passo, lasciare nel cassetto le ideologie, uscire dall’assistenzialismo, dare massima flessibilità alle aziende, anche ripristinando i voucher e sciogliendo i vincoli dei contratti a termine ». In maggioranza nessuno condivide una posizione così netta (specie sui voucher, rilanciati da Salvini). Prevalgono timidi “sì, ma…”. Qualche no. Anche i sindacati sembrano divisi: Cgil per il no, Cisl per il sì, Uil aperturista.Se Forza Italia con la vice coordinatrice Anna Maria Bernini concede che «in questa fase è giusto liberare le professionalità “congelate” in Cig», Fratelli d’Italia dall’opposizione nicchia. «Quando sei in Cig dovresti piuttosto essere obbligato a formarti», dice il deputato Walter Rizzetto. Lato sindacato, Tania Scacchetti (Cgil) mette paletti: «La Cig non è un sussidio, ma uno strumento per conservare il lavoro quando l’azienda ristruttura. Meglio investire in formazione che obbligare a lavorare altrove». E sull’altra idea di Garnero, un’integrazione benefit ai salari bassi, avverte: «Attenzione a non sdoganare il lavoro sottopagato». Luigi Sbarra, leader Cisl, non la vede così netta: «Le proposte di Garnero sono le nostre. Ma il cumulo tra ammortizzatore e retribuzione deve essere limitato ad un certo periodo, come forte disincentivo al nero». Ivana Veronese (Uil) distingue: «Ci può stare un cumulo all’uscita dalla pandemia, ma per un tempo definito».Il Pd invita a pensare lungo. «Il tema c’è tutto», ragiona Antonio Misiani, responsabile economico. «Ma va inserito nel ridisegno del sistema di welfare: revisione del Reddito di cittadinanza, riforma del fisco e degli ammortizzatori, introduzione dell’assegno unico per i figli». Una proposta sul campo targata Pd l’ha disegnata il senatore Tommaso Nannicini: «Giovani e disoccupati, se accettano un percorso di formazione per il lavoro, ricevono un reddito di formazione che è una sorta di Super Naspi, ma senza décalage e rafforzato per gli over 50. Attenti poi all’in- work benefit perché il vantaggiorischia di non finire nelle tasche del lavoratore, ma in uno sconto fiscale per l’impresa».La viceministra alle Infrastrutture Teresa Bellanova (Iv) dice sì al cumulo tra Cig o Naspi e un altro reddito, ma «fino a copertura del 100% dello stipendio perso, altrimenti è un disincentivo». E rilancia con «la sospensione temporanea di Cig e Naspi mentre si lavora a termine». Bocciata invece l’idea di integrare il salario povero: «Così si rischierebbe di renderlo accettabile ». Ragionamento che fa anche Maria Cecilia Guerra (Leu), sottosegretaria all’Economia: «Non andiamo a cercare altri incentivi. Disboschiamo piuttosto finti apprendistato, finti stage e finti part-time». Sul cumulo Guerra ricorda che «il divieto di lavorare mentre si è in Cig è stato messo per evitare abusi, non usiamo la contingenza del Covid per sradicare gli istituti che proteggono il lavoro ». La senatrice Nunzia Catalfo (M5S), ex ministra del Lavoro, non è contraria al cumulo, ma «solo per Cig prolungate», mentre negli altri casi «meglio puntare tutto sulla formazione e sul reskilling mentre si è in Cig». Rimpolpare i salari bassi con un benefit? «Risolviamo votando la legge sul salario minimo legale, siamo l’unico Paese a non averlo. Così rafforziamo i contratti collettivi e contrastiamo pure il lavoro povero».

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