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Soluzione per oltre 113 mila liti

di Simona D'Alessio 

Risoluzione a portata di mano per 113.253 liti fiscali «minori». E in futuro possibile estensione della mediazione tributaria alle liti over 20 mila euro. La procedura su cui l'Agenzia delle entrate ha presentato ieri la circolare n. 9 promette di essere semplice e veloce (l'istanza andrà presentata entro 60 giorni dalla notifica dell'avviso d'accertamento e verrà esaminata nel giro di tre mesi), e di ridurre il contenzioso del 66%, consentendo così alle commissioni tributarie di dedicare più tempo ed attenzione alle «cause di maggior valore».

E Attilio Befera, direttore dell'Agenzia delle entrate illustrando, nel corso di una conferenza stampa a Roma, lo strumento di conciliazione, ha affermato che se esso avrà successo, si potrebbe in futuro prevedere l'innalzamento del limite dei 20 mila euro, che è stato fissato dal parlamento.

L'istituto, obbligatorio, introdurrà il principio di «economicità nell'azione amministrativa», con evidenti vantaggi per il contribuente: «tempi brevi e certi per ottenere una risposta, in 90 giorni, sulle richieste di annullamento, rimborso, e rideterminazione in sede conciliativa della pretesa»; un'efficace gestione delle istanze, pertanto, permetterà di raggiungere i traguardi di deflazionare il contenzioso, «incrementare la tax compliance» (l'adesione spontanea agli obblighi fiscali, ndr) e incrementare il tasso qualitativo degli atti amministrativi, secondo Vincenzo Busa, direttore degli Affari legali e del contenzioso dell'Agenzia. Attualmente, il numero dei ricorsi depositati presso le Commissioni tributarie provinciali è pari a 170.403 unità nel 2011, e in base alle valutazioni delle Entrate la mediazione potenzialmente ne riguarderebbe almeno il 66,5%; a livello territoriale, le quantità più rilevanti di liti che potrebbero usufruire della nuova chance si troverebbero in Sicilia (20.870), Campania (18.543), Lazio (13.943), e Lombardia (13.161). Sempre lo scorso anno, le cause nel complesso sono diminuite del 9,2% (erano 187.970 nel 2010), le liti pendenti sono salite del 5,9% in 12 mesi e la cifra delle controversie vinte dall'Agenzia è rimasta stabile (al 61,4%, si veda box in pagina), mentre è aumentato l'indice di vittoria per valore, al 73,5% (+3,2% in un anno). Ma quali sono i possibili esiti del procedimento amministrativo? L'accoglimento dell'istanza (l'atto viene annullato), la mediazione eventualmente a seguito di contraddittorio, la proposta di mediazione al solo fine di ottenere la riduzione delle sanzioni e il diniego. Fondamentale, aggiunge Befera, è precisare che non si tratta affatto di un «condono», bensì di «un modo per trovare una soluzione alle controversie», con un risparmio di tempi e costi.

Nelle prossime settimane, inoltre, l'Agenzia metterà in campo l'atteso, nuovo redditometro con gli indicatori per misurare la capacità contributiva del cittadino, stimando reddito, o compensi percepiti, sulla base del tenore di vita e delle spese sostenute, al fine di individuare chi non paga le imposte. Il direttore risponde così ai giornalisti che chiedono quando debutterà lo strumento: «Ci stiamo lavorando, sarà pronto presto, prima delle dichiarazioni dei redditi», ovvero entro giugno dichiara, spiegando che si punta a consegnare «un prodotto particolarmente efficace, di facile utilizzo, che non presenti anomalie, errori, o incomprensioni. Se ci prendiamo un po' di tempo in più, è per questo». L'emergenza evasione nel nostro paese (120 miliardi di euro sottratti al fisco) va combattuta con armi adeguate, proclama il numero uno delle Entrate e, con riferimento alla recente denuncia del presidente dell'Autorità garante della privacy Francesco Pizzetti sulla massiccia richiesta di dati personali ai fini di controllo (si veda ItaliaOggi del 14/3/2012), Befera ricorda che l'Authority ha anche detto che «in questa fase, strumenti più pervasivi sono accettabili. Se abbiamo un grosso problema di evasione», conclude, dobbiamo poter usare provvedimenti «forti».

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