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Solo una Srl su quattro si è dotata degli organi di controllo

Solo una Srl su quattro si è effettivamente già dotata degli organi di controllo necessari alla rilevazione tempestiva della crisi entro il termine del 16 dicembre. Se si considerano le 67 mila Srl obbligate a farlo in base alle nuove disposizioni (quelle che superano le soglie del dlgs n. 14/2019 ma non quelle precedenti) il ritardo è evidente: solo il 27,6% è in regola, con una netta differenza tra Nord e Sud d’Italia. Si va dal 34,8% dell’Emilia Romagna, o il 34,7% del Friuli, al 16,4% della Campania e al 14,6% della Puglia. E ancora, delle 104 mila società di capitale (escluse immobiliari e finanziarie) obbligate a dotarsi di organi di controllo, cioè sindaci, revisori dei conti o collegi sindacali, sono circa 3.800 quelle che potrebbero venire segnalate agli Ocri (Organismi di composizione della crisi d’impresa) nel 2020 per aver superato gli indici di allerta relativi al patrimonio netto o ai cinque indicatori settoriali individuati dal Consiglio nazionale dei dottori commercialisti ed esperti contabili (Cndcec). Nel 2021, quando potranno essere indicate anche le altre società, il numero è destinato a salire significativamente. Sono le stime a cui sono pervenuti il Cndcec e il partner scientifico Cerved, applicando la nuova normativa alle società di capitale che hanno depositato i bilanci nel 2017 e nel 2018. L’analisi, presentata ieri, ha considerato le 104.570 società che, stando ai bilanci 2017 o 2018 presenti nel database Cerved, hanno l’obbligo di nomina dell’organo di controllo, cioè le Spa e le Srl che per due anni consecutivi hanno superato i 4 milioni di attivo, oppure i 4 milioni di ricavi, oppure i 20 dipendenti: un cluster rilevante, spiega una nota, perché dal prossimo agosto gli organi di controllo dovranno segnalare lo stato di crisi agli Ocri. In base ai bilanci, il numero di società che potrebbero venire segnalate, con patrimonio netto negativo oppure con il superamento di tutti e cinque gli indici, è pari a 3.830, cioè il 3,7% del campione. Se si amplia il campo di osservazione a tutte le società di capitale, il numero di imprese che superano le soglie stabilite si attesta a 59 mila. Molte di esse non saranno comunque segnalate agli Ocri: per un 25-30% si tratta di società che hanno avviato una procedura concorsuale, una liquidazione o che hanno già cessato l’attività; per un’altra quota rilevante è lecito supporre una ricapitalizzazione da parte dell’organo amministrativo.

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