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Solidarietà con imponibile incerto

Entro il 28 febbraio i sostituti d’imposta dovranno calcolare e trattenere al personale dipendente, e ai percettori di redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente, il contributo di solidarietà del 3% di cui al decreto legge 138/11 e al decreto ministeriale del 21 novembre 2011.
Nonostante ci si trovi al secondo anno di applicazione, permangono rilevanti dubbi in ordine alle modalità di determinazione della base imponibile nei casi in cui il datore di lavoro sia intervenuto nella riscossione di somme che hanno natura di oneri deducibili per il dipendente (si pensi, ad esempio, ai contributi previdenziali volontari o all’assegno di mantenimento al coniuge).
Il contributo di solidarietà, infatti, è dovuto sul reddito complessivo del contribuente al lordo degli oneri deducibili di cui all’articolo 10 del Dpr 917/86. Il reddito complessivo deriva dalla sommatoria dei redditi appartenenti alle sei categorie reddituali di cui al Dpr 917/86, determinati secondo le regole proprie di ciascuna categoria. Con riferimento ai redditi di lavoro dipendente, quindi, occorre considerare il disposto di cui all’articolo 51 dello stesso Dpr in ordine alle regole di determinazione del reddito appartenente a tale categoria.
In particolare, il comma 2 lettera a) dell’articolo 51 dispone che non concorrono a formare il reddito di lavoro dipendente i contributi previdenziali e assistenziali versati dal datore di lavoro o dal lavoratore in ottemperanza a disposizioni di legge: tali grandezze, prima di essere “oneri deducibili” ex articolo 10 Tuir, hanno natura di somme che non concorrono a formare il reddito e, conseguentemente, non concorrono a formare la base imponibile ai fini del contributo di solidarietà (nel Cud 2013, peraltro, non vengono indicati al punto 129).
Il problema sorge con riferimento alla norma di cui alla lettera h) del medesimo comma 2 dell’articolo 51, laddove si dispone che non concorrono a formare il reddito di lavoro dipendente le somme trattenute al dipendente per oneri di cui all’articolo 10 Tuir. La circolare dell’agenzia delle Entrate 4/E del 28 febbraio 2012 si limita a ricordare tale disposizione, lasciando implicitamente intendere che le somme aventi natura di oneri deducibili, trattenute dal datore, non concorrono a formare base imponibile del contributo di solidarietà nella misura in cui non costituiscono reddito di lavoro dipendente.
Siffatto modus operandi, però, non corrisponde affatto alla ratio legis e, soprattutto, è fonte di palesi iniquità all’interno della medesima categoria reddituale: l’onere deducibile (ad esempio per contribuzione volontaria ai fini di riscatto laurea) trattenuto direttamente dal datore di lavoro abbatterebbe la base imponibile del contributo di solidarietà, mentre lo stesso onere, se versato direttamente dal dipendente, non la abbatterebbe.
La stessa sistematica compilativa del Cud, la quale richiede l’indicazione degli oneri deducibili ai punti 120 e 129, sembra confermare la diversa natura degli oneri ex articolo 10 rispetto alla fattispecie di cui alla lettera a) del comma 2 dell’articolo 51.
In conclusione, pur nella consapevolezza che una lettura meramente testuale delle norme e la chiave interpretativa di cui alla circolare 4/E potrebbero portare a escludere dalla base imponibile del contributo di solidarietà – calcolata in sede di conguaglio fiscale – l’importo degli oneri trattenuti direttamente dal sostituto, si ritiene che il contributo debba essere calcolato al lordo di essi.

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