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Soldi a sostegno della natalità

Parte il fondo di sostegno alla natalità. Con il compito di appoggiare le famiglie con uno o più figli, nati o adottati a decorrere dal 1° gennaio 2017, favorendo il loro accesso al credito mediante il rilascio di garanzie dirette, anche fideiussorie, alle banche e agli intermediari finanziari. I meccanismi applicativi della misura prevista dalla legge di Bilancio 2017 (art. 1, comma 348 della legge 232/2016) sono contenuti nel dpcm 8 giugno 2017 «Fondo di sostegno alla natalità», pubblicato sulla G.U. n.213 di ieri. Il dpcm specifica che i finanziamenti ammissibili alla garanzia del Fondo hanno una durata non superiore a sette anni e sono di ammontare non superiore a 10 mila euro. I soggetti titolati a effettuare le operazioni di finanziamento garantite dal Fondo sono le banche iscritte all’albo e gli intermediari finanziari iscritti nell’elenco ufficiale. La dotazione del Fondo di sostegno alla natalità è pari a 14 milioni di euro per l’anno 2017, 24 milioni di euro per l’anno 2018, 23 milioni di euro per l’anno 2019, 13 milioni di euro per l’anno 2020 e 6 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2021. Per accedere al Fondo bisogna essere residenti in Italia e avere la cittadinanza italiana, europea o, in caso di soggetti extra Ue, un permesso di soggiorno di lungo periodo. La garanzia del Fondo è concessa nella misura del 50% del finanziamento. In caso di inadempimento del beneficiario del finanziamento, il decreto prevede che il finanziatore, decorsi 90 giorni dalla data di scadenza della prima rata insoluta, invii al beneficiario intimazione al pagamento. Trascorsi infruttuosamente 60 giorni, il finanziatore può chiedere, entro i successivi 90 giorni, l’intervento della garanzia del Fondo. Nello specifico, sono ammissibili alla garanzia le operazioni di finanziamento a favore dei soggetti esercenti la responsabilità genitoriale di bambini nati o adottati come detto a decorrere dal 1° gennaio 2017 fino al compimento del terzo anno di età del bambino ovvero entro tre anni dall’adozione, che abbiano presentato la certificazione attestante la nascita o l’adozione del proprio figlio. Nel caso di responsabilità o affido condiviso è ammesso un solo prestito.

Giovanni Galli

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