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Quando i sogni sembrano incubi

Il superbonus fiscale del 110% per i lavori di ristrutturazione energetica e sismica, a qualcuno sarà sembrato un sogno. Il fisco, invece di pretendere dai cittadini, offre loro la possibilità di migliorare la propria abitazione e si offre di pagarne tutti i costi? Anzi, ci aggiunge pure un 10% in sovrappiù? Se così fosse, quale proprietario di abitazione non si fionderebbe a organizzare i lavori? In realtà non è così semplice. È vero che l’offerta (generosa, bisogna ammetterlo) sta sollevando un grande interesse. Ma non è detto che alla fine tutti gli immobili della Penisola saranno ristrutturati.

Ci sono alcuni snodi delicati e diverse questioni ancora da chiarire. I tempi, innanzitutto. In teoria si potrebbe già partire con i lavori, in pratica la disciplina normativa è ancora in evoluzione: il decreto legge Rilancio, che contiene la disciplina originaria del bonus, non è ancora stato convertito in legge e ha subito, anche su questo punto, numerose modifiche. Dovrebbe essere pubblicato in Gazzetta Ufficiale entro il 18 luglio, ma poi l’Agenzia delle entrate ha ancora un mese di tempo per mettere a punto le sue disposizioni normative. Dovranno essere approvati poi numerosi provvedimenti attuativi, e non è detto che non servano altre modifiche normative per ulteriori correzioni. Considerando che alcuni lavori, soprattutto quelli di adeguamento sismico, sono abbastanza complessi, non è detto che i tempi siano sufficienti, soprattutto se milioni di proprietari si muoveranno insieme per cercare di approfittare dello sconto fiscale.

Altro punto critico, l’aspetto finanziario. Il credito d’imposta può trasformarsi in uno sconto (anche totale) sul costo dei lavori, ma non è detto che l’azienda che li esegue sia disponibile a questa soluzione. Anzi, è da escludere che, nella maggior parte dei casi, questo sia possibile (salvo forse per le aziende di grandi, grandissime, dimensioni). Resta la possibilità di scontare il credito in banca. Ma questo avrà un costo, certamente superiore al 10%, per cui una parte della spesa resterà comunque a carico del proprietario. E non è nemmeno detto che tutte le banche siano disponibili ad accettare questi crediti d’imposta. Al momento la disciplina non è ancora completa, quindi è impossibile chiarire questi aspetti. Chi decide di partire subito, di fatto viaggia a fari spenti, per ora.

E poi c’è l’aspetto della complessità della disciplina che, oltre a essere generosa nei crediti d’imposta, lo è anche nelle sanzioni, nelle certificazioni richieste, nelle asseverazioni, nei visti di conformità (e non c’è dubbio che nei prossimi mesi questa complessità sia destinata ad aumentare, non a diminuire). Quindi chi non vuole correre il rischio di subire accertamenti, con l’eventuale disconoscimento del credito d’imposta, dovrà dotarsi di buoni professionisti, sia dal punto di vista tecnico, sia da quello fiscale. È infatti abbastanza prevedibile che un bonus di queste dimensioni attiri frotte di truffatori o di furbetti: molti saranno tentati di gonfiare le fatture, o di imbrogliare sulla certificazione energetica. È quindi prevedibile che nei prossimi mesi il ministero dell’economia e l’Agenzia delle entrate inaugureranno la caccia al falso bonus, magari anche con la richiesta al legislatore di norme ancora più severe. Quindi bisogna stare attenti, per non rischiare di finire nella rete del fisco, magari per un banale errore.

Alla fine, il superbonus resta un’opportunità interessante per molti proprietari di immobili, ma meglio tener presente un paio di cose: il vantaggio fiscale ha come contropartita una gestione amministrativa estremamente delicata e complessa, che finirà inevitabilmente per far levitare il costo finale degli interventi, e non tutto il bonus fiscale resterà nelle tasche del proprietario.

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