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Software rivendibile

Se «il titolare del diritto d’autore mette a disposizione del proprio cliente una copia», sia essa su cd rom, dvd o attraverso download, «e conclude al tempo stesso, a fronte del pagamento di un prezzo, un contratto di licenza che riconosce al cliente il diritto di utilizzare tale copia per una durata illimitata», a quel punto «il titolare medesimo vende la copia al cliente e esaurisce in tal modo il suo diritto esclusivo di distribuzione».

Questa operazione «implica», dunque, «la cessione del diritto di proprietà della copia. Conseguentemente, anche se il contratto di licenza vieta una successiva cessione, il titolare del diritto non può opporsi alla rivendita della copia». Lo ha stabilito ieri la corte di giustizia europea, con la sentenza nella causa C-128/1, intervenendo nel contenzioso tra il colosso Oracle, che sviluppa e distribuisce, mediante download via Internet, programmi per computer operanti in base al modello «client/server», e l’azienda tedesca UsedSoft, che commercializza licenze riprese da clienti della Oracle. Secondo i giudici comunitari «il principio dell’esaurimento del diritto di distribuzione opera non solo quando il titolare del diritto d’autore commercializza le copie del proprio software su un supporto informatico tangibile (cd rom o dvd), bensì parimenti quando le distribuisce mediante download dal proprio sito Internet». Di conseguenza. ribadiscono «il titolare del diritto non può opporsi alla rivendita della copia». Non solo. Secondo la Corte di giustizia Ue «l’esaurimento del diritto di distribuzione si estende alla copia del programma venduta, corretta ed aggiornata dal titolare del diritto d’autore».

Ma, scrivono i giudici comunitari, «qualora la licenza acquisita dal primo acquirente preveda un numero di utenti che vada al di là delle sue esigenze», lo stesso acquirente «non è autorizzato, per effetto dell’esaurimento del diritto di distribuzione, a scindere la licenza e a rivenderla parzialmente». La Corte precisa, inoltre, che l’acquirente iniziale di una copia tangibile o intangibile di un programma «è tenuto, al momento della rivendita, a rendere inutilizzabile la copia scaricata sul proprio computer». Qualora, invece, continuasse ad utilizzarla, «violerebbe il diritto esclusivo del titolare del diritto d’autore alla riproduzione del proprio programma». Poi la sentenza spiega che «il diritto esclusivo di riproduzione non si esaurisce con la prima vendita». E che «tutte le riproduzioni necessarie per consentire all’ acquirente di utilizzare il programma in modo conforme alla sua destinazione non possono essere contrattualmente vietate». Quindi, «il nuovo acquirente di una licenza di utilizzazione» UsedSoft «può procedere, in quanto legittimo acquirente della copia corretta ed aggiornata del programma, al download della copia stessa dal sito internet del titolare del diritto d’autore».

Di conseguenza, il diritto esclusivo di distribuzione di una copia di un programma per computer coperta da licenza si esaurisce con la prima vendita.

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