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Soffia ottimismo su Borse e spread

L’asta dei titoli di Stato spagnoli, da una parte. I buoni dati macroeconomici dall’altra. Sullo sfondo, un clima di fiducia sull’Eurozona che continua, giorno dopo giorno, a migliorare. È in questo scenario che le Borse europee (e gli altri asset percepiti come rischiosi, come i BTp) hanno chiuso ieri un’altra seduta in rialzo. E a distinguersi come la Borsa migliore è stata la piazza milanese: sospinto dagli acquisti sui titoli bancari, il Ftse Mib è cresciuto dell’1,43% (+8,07% il progresso da inizio anno, il più ampio tra le principali Borse dell’Eurozona), contro il +0,96% di Parigi, il +0,56% di Francoforte e il +0,46% dello Stoxx 600.
Questa dunque la reazione dei listini in una giornata che ha registrato la diffusione del bollettino Bce e la certificazione di un dato di fatto: e cioè che gli investitori, dopo un iniziale allontanamento legato al caos politico di inizio dicembre, stanno riaffacciandosi sul nostro debito pubblico. Anche ieri il rendimento del BTp ha segnato un nuovo calo. Il benchmark decennale è sceso a quota 4,18%, un centesimo in meno del giorno prima, con lo spread sul Bund atterrato a quota 264. Specularmente, continua il deprezzamento del Bund, bene rifugio che sembra brillare sempre meno, visto che il suo prezzo continua a scendere. Il tasso tedesco è tornato sopra quota 1,5% (a 1,54%) dall’1,49% precedente.
Ma ciò che impressiona è la performance da inizio anno: se i rendimenti dei BTp sono calati del 7% (dal 4,5% al 4,18%), quelli tedeschi sono saliti del 18%. Ancora più significativa (e impressionante) la variazione sul breve termine. I tassi italiani a due anni sono scesi del 30%, quelli tedeschi sono saliti del 1.500% (pur rimanendo allo 0,22%). Se prima, insomma, gli operatori erano disposti a pagare per parcheggiare denaro, oggi non è più così.
Certo, siamo ben lontani da un pieno riequilibrio dei costi di finanziamento tra i diversi stati europei. Ma la sensazione condivisa dagli operatori è che un ribilanciamento dei flussi monetari sui paesi periferici sia ormai avviato. Lo conferma ad esempio anche il risultato dell’asta spagnola, che ha collocato 4,5 miliardi di euro di titoli con tassi in flessione (si veda articolo in basso). Positiva anche l’asta irlandese. Ed è sempre di ieri la notizia che il Portogallo tornerà ad emettere bond quinquennali nei prossimi giorni: il pieno ritorno ai mercati finanziari potrebbe insomma arrivare prima del previsto.
A contribuire alla costruzione di un sentiment positivo tra gli investitori ieri ci hanno poi pensato i dati macro degli Stati Uniti. A dicembre i cantieri di nuove case sono cresciuti del 12,1%, ben oltre le stime degli analisti che si attendevano un aumento del 3,4%, salendo ai massimi dal 2005. Non solo. Nella settimana terminata lo scorso 12 gennaio, le nuove richieste di sussidi di disoccupazione sono scese di 37mila unità a quota 335mila. Si tratta del minimo dal 19 gennaio 2008. Conseguenza: l’S&P 500 è salito (+0,8%) arrivando a toccare i massimi da oltre cinque anni.

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