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Sofferenze in discesa, più credito per Brescia

La tempesta è passata. Il credit crunch ha mollato la presa e le aziende bresciane sono tornate a investire: il ricorso ai mezzi propri resta preponderante, ma il credito bancario è in ripresa. Ancora marginali invece i nuovi strumenti come minibond, crowdfunding, Pir. Emerge dall’indagine dell’ufficio studi dell’Associazione industriale bresciane, presentata ieri nel corso del forum Impresa&Finanza, organizzato a Brescia dalla stessa Aib.
Il 2017 è stato l’anno della smobilizzazione delle sofferenze da parte degli istituti di credito. A Brescia lo stock si è ridotto di oltre il 25%, abbassandosi a quota 3,4 miliardi, per un rapporto tra sofferenze e prestiti che è sceso dell’11,4% (nel settore delle costruzioni resta al 20,3%, nell’industria è passato al 6,4%). Sopra la media lombarda e nazionale (84,8 contro 68,3 e 55,4) il rapporto tra prestiti e valore aggiunto, indice che misura l’intensità del credito e che sta rimbalzando dopo anni di flessione: significa che i rapporti tra banca e imprese sul territorio funzionano e stanno carburando il sistema industriale incoraggiando investimenti indirizzati soprattutto in Italia e in innovazione di processo, ma con la componente estera e di prodotto in ascesa nel prossimo biennio.
L’autofinanziamento resta comunque il canale privilegiato: dopo le scottature degli ultimi anni e i vincoli di Basilea non esistono più (se mai ci sono state su questo territorio) realtà che propugnano una crescita interamente a debito. Secondo l’indagine Aib nell’ultimo biennio il 32% delle aziende bresciane ha investito solo con proprie risorse. percentuale alla quale si aggiunge un altro 25% di realtà all’interno delle quali i mezzi propri pesano per oltre la metà tra le scelte di finanziamento. Nel prossimo biennio dovrebbe cambiare qualcosa, ma la banca resterà il canale alternativo privilegiato per il 72% delle imprese.
Per queste ragioni, secondo il presidente di Aib Giuseppe Pasini, «bisogna lavorare insieme al sistema bancario per un nuovo approccio nella valutazione delle imprese, basato su una maggiore e più approfondita conoscenza delle situazioni delle singole aziende, che arrivi a pesare nel merito di credito le variabili di tipo qualitativo legate agli asset intangibili». Vanno inoltre pensati e introdotti, secondo il leader di Aib, «nuovi strumenti di supporto per le attività contingenti e devono essere semplificati e diffusi gli strumenti strutturali già disponibili, i Pir e le Spac, per dotare le imprese della necessaria liquidità da destinare agli investimenti».

Matteo Meneghello

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