Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Sofferenze in calo del 25% in un anno

In un solo anno i crediti in sofferenza netti delle banche italiane si sono ridotti del 25,8% per fermarsi, a fine dicembre, a 64,4 miliardi, un livello pari a 3,71% degli impieghi totali. In particolare la riduzione è stata di quasi 24,5 miliardi rispetto al livello massimo di Npl raggiunto a novembre 2015 (88 miliardi). È quanto scrive Abi nel Rapporto mensile pubblicato ieri confermando, dati alla mano, quel processo di de-risking in pieno corso di cui ha parlato due giorni fa a Londra di nuovo il vice direttore generale della Banca d’Italia, Fabio Panetta, secondo il quale altri 25 miliardi di Npl dovrebbero essere smaltiti entro il primo semestre dell’anno.
Le banche italiane stanno gestendo questo processo di alleggerimento in un contesto economico di ripresa che si è andato consolidando e che da ormai due anni garantisce tassi di crescita positivi dei prestiti alle famiglie e alle imprese. A gennaio 2018 questa dinamica ha toccato il top da sei anni toccando un livello pari a 1.366 miliardi, in crescita dell’1,78% su base annua. Per trovare un tasso annuo più alto bisogna risalire nella serie storica al gennaio del 2012 (+1,88%). Gli impieghi, considerando tutto il settore privato e la pubblica amministrazione, salgono a 1.770 miliardi (+1,97%). Questo ammontare supera di 53 miliardi la raccolta complessiva dalla clientela, che a fine mese è arrivata a 1.717 miliardi grazie, in particolare, a un aumento di circa 70 miliardi dei depositi (+5,1% su base annuale), che ha controbilanciato il calo della raccolta a medio termine realizzata tramite obbligazione (-52 miliardi in valore assoluto negli ultimi 12 mesi; -15,9%). Quest’ultima dinamica dovrebbe confermarsi anche per il 2018, nell’ambito delle strategie in corso per l’aggiustamento della struttura del passivo, mentre nel 2019 il calo dovrebbe ridursi.
L’aumento degli impieghi a gennaio si è determinato in uno contesto di tassi ai livelli minimi. Il rapporto mensile dell’Abi segnala un tasso medio sul totale dei prestiti al 2,69%, minimo storico (2,69% anche il mese precedente e 6,18% prima della crisi a fine 2007). Un altro minimo storico è quello che si registra per il tasso medio sui nuovi prestiti alle imprese (1,45% da 1,50% a dicembre, era al 5,48% a fine 2007). Prossimo al minimo storico anche il tasso medio sui nuovi mutui casa all’1,92% (1,90% minimo storico a dicembre 2017 contro il 5,72% a fine 2007). Sul totale delle nuove erogazioni di mutui circa i due terzi sono mutui a tasso fisso.

Davide Colombo

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Maximo Ibarra ha rassegnato le sue dimissioni da Sky Italia per diventare amministratore delegato e ...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Non cede all’ottimismo il ministro dell’Economia Daniele Franco che punta l’indice sui due pun...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

In punta di diritto: la contrarietà a un giudicato nazionale, nel contesto del giudizio di ottemper...

Oggi sulla stampa