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Sofferenze bancarie, scontro Padoan-Bruxelles

ROMA Aveva detto solo due giorni fa, dopo gli incontri a Bruxelles, che l’approccio italiano e quello della Commissione sono diversi ed il negoziato era difficile, ma che si aspettava comunque di «proseguirlo civilmente» con la Commissione. E il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, non ha per niente gradito, ieri, le indiscrezioni provenienti dalla Ue secondo le quali, addirittura, la Commissione sarebbe ancora in attesa della proposta italiana sulla «bad bank», uno strumento per liberare le banche dalle sofferenze sui crediti.
Ieri sera tardi ha fatto diffondere dai suoi uffici una secca precisazione, e oggi ha promesso che si farà sentire direttamente con la Commissione. La discussione tra il governo e Bruxelles è partita a febbraio del 2015, ci sono stati «innumerevoli scambi di corrispondenza, riunioni e teleconferenze». Il governo ha mandato proposte su proposte, anche se dopo aver fatto le sue osservazioni, «il primo ottobre la Commissione ha comunicato di prediligere un’impostazione radicalmente diversa dal progetto» scrive il Tesoro nella replica alla Commissione, che tra l’altro lunedì dovrebbe dare il primo via libera alla manovra di bilancio, che prosegue il suo iter in Senato. In Commissione Bilancio è passata una proposta che salva gli stipendi dei funzionari delle Entrate che si erano visti bloccare i concorsi. Un problema diverso da quello dei dirigenti “retrocessi” a funzionari dalla Consulta, ma che riguarda circa 700 dipendenti. Il partito di Angelino Alfano, intanto, ottenuto l’aumento del tetto sull’uso del contante e la cancellazione delle tasse sulla prima casa, insiste per nuovi interventi. Ap ha chiesto la detraibilità fiscale delle spese sostenute nel primo anno di vita dei figli, un fondo per le giovani coppie a basso reddito e sconti sull’Imu per chi affitta casa a canone concordato.
Da Ap è arrivato anche un emendamento con una proroga delle concessioni per gli stabilimenti balneari. Il gruppo si difende, sostenendo che non si tratta di una maxi-sanatoria ma di un aiuto mirato a 200 piccoli imprenditori sull’orlo del fallimento, nei cui confronti le procedure di revoca o sospensione della concessione verrebbero congelate per ancora un anno «in vista della riforma del governo», attesa da anni. Il Pd, nel frattempo, focalizza le sue proposte di modifica sul Sud e le imprese. Si punta a rendere strutturale la decontribuzione per i nuovi assunti, e a un credito specifico di imposta sugli investimenti. I relatori di maggioranza cercano intanto il modo almeno di ridurre, se non proprio cancellare, il previsto taglio di 100 milioni ai Caf e ai patronati. In Commissione, sono stati dichiarati inammissibili, per ora, poco più di 200 emendamenti sui quasi 4 mila presentati, e che restano da esaminare e discutere. La legge di Stabilità dovrebbe sbarcare al Senato alla fine della prossima settimana.

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