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Sofferenze bancarie, l’ultimo scontro è tra la Bce e l’Europarlamento

L’Europa completa la cornice avviata otto mesi fa per «ridurre più velocemente i crediti deteriorati» delle banche, malgrado i progressi recenti nel loro smaltimento. La proposta di legge della Commissione di ieri conferma le indiscrezioni della vigilia e mette dei paletti cui la vigilanza bancaria (Bce) dovrà attenersi se non vuole risponderne in tribunale: «Le regole le devono rispettare le banche, ma anche coloro che vigilano – ha ribadito il presidente del Parlamento Ue, Antonio Tajani -. Tocca a noi elaborarle: se la Bce supererà le sue competenze in materia saremmo obbligati a ricorrere alla Corte di giustizia». Ipotesi che dietro le quinte non pare del tutto teorica, e sarà valutata con attenzione da oggi pomeriggio, dopo che la Bce avrà reso noto il suo “addendum” sulle sofferenze delle banche: misura studiata con simili finalità, ma più severa e perentoria, anche perché inizialmente sembrava applicarsi a tutti i cattivi crediti in essere; mentre l’insurrezione di Bruxelles e Strasburgo ha confinato gli accantonamenti “automatici” solo alle sofferenze future. Intanto la Commissione Ue ha messo in chiaro il suo pacchetto, che riguarda tutte le banche e poggia su quattro pilastri. Il più delicato stabilisce che le banche mettano fondi per coprire in due anni le sofferenze originate sui crediti di nuova erogazione e senza beni in garanzia, con un 35% accantonato già il primo anno. Per quei crediti con garanzie a fronte – circa la metà in Italia – la curva è più dolce: vanno azzerati in otto anni, con accantonamenti del 5% il primo anno, e poi crescenti. Altro tema è l’incentivo ad accordi extra-giudiziali per i prestiti con garanzie alle imprese, con modalità di recupero veloce. Terza misura, il passaporto europeo armonizzato per chi compra e vende sofferenze bancarie. Infine, uno schema per quegli Stati che volessero creare “bad bank” senza incorrere nell’aiuto pubblico. «La proposta è in linea generale positiva ma ci sono alcuni punti critici che saranno migliorati dal Parlamento ha detto Roberto Gualtieri, presidente della commissione affari economici e monetari del Parlamento Ue -. E’ ora auspicabile che la Bce rimanga nell’ambito dei suoi poteri, e non faccia regole differenti che genererebbero solo confusione».
Un assaggio della “confusione” possibile lo si è visto ieri sui listini: malgrado gli investitori ritengano «positive» (lo scrive Credit Suisse) le misure di Bruxelles, che per Equita avrebbero impatto «praticamente nullo» sui patrimoni delle banche, l’indice Euro Stoxx di settore ha perso 1,3%, le quotate a Piazza Affari peggio. Si ritiene che la Bce che ha già accettato di limitare l’addendum alle singole banche con problemi – chiederà di azzerare in 2 anni le sofferenze non garantite e in 7 le garantite; che chieda di accantonamenti uguali un tot l’anno, salvo un periodo di grazia i primi due anni; altre divergenze di trattamento con l’Ue sarebbero sui crediti scaduti da 90 giorni. Se la distonia sarà troppa, basterebbe un solo governo membro per fare ricorso alla Corte Ue.

Alberto D’Argenio Andrea Greco

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