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Sofferenze bancarie a livelli record

Nuovo peggioramento della qualità del credito bancario in aprile. Secondo i dati del rapporto mensile dell’Abi, i crediti in sofferenza del sistema, al lordo delle svalutazioni, ammontavano a oltre 166 miliardi, 33,2 miliardi in più rispetto all’anno prima pari a quasi il 25% in più in dodici mesi.
Il rapporto sofferenze-impieghi ha raggiunto il picco dell’8,8%. Era al 6,8% solo un anno prima. Le sofferenze nette, che a marzo avevano registrato un calo per effetto di alcune operazioni di smobilizzo operate dalle banche, in aprile tornano a salire a 76,7 miliardi (75,7 miliardi in marzo). Il trend delle sofferenze, spiegano dall’Abi, è destinato a proseguire nei prossimi mesi, a causa della debolezza del ciclo economico. Di certo la dinamica dei crediti in sofferenza che continuano a crescere nonchè le strategie per sviluppare un mercato dei crediti deteriorati o quelle per un nuovo sviluppo dei mercati dei capitali saranno un tema obbligato anche per l’esicutivo dell’Abi che si tiene questa mattina e che vedrà la presenza del ministro dell’Economia.
Nella lettera che il Fondo monetario ha appena consegnato al governo italiano (si veda altro articolo a pag 6) si sollecita espressamente, infatti, una politica volta a mettere in grado il settore finanziario di sostenere effettivamente lo sviluppo di nuovi prestiti e nuovi investimenti.
Ieri, peraltro, il presidente dell’Associazione, Antonio Patuelli, ha tenuto a rispondere alla sollecitazioni del presidente del Consiglio Matteo Renzi (che aveva detto, riferendosi alle misure non convenzionali varate dalla Bce: ora le banche non hanno più alibi per non far crediti all’economia). «Nei primi 4 mesi dell’anno – ha detto Patuelli citando i numeri dell’outlook mensile – le banche hanno aumentato di oltre il 26% i mutui e stanno effettuando assai cospicui aumenti di capitale che non servono solo a superare gli esami della Bce, ma anche ad aumentare la capienza per nuovi ulteriori prestiti». Il presidente dell’Abi ha anche sottolineato che «i tassi di questi primi mesi dell’anno sono i più bassi dal 2011 e raggiungono quasi il record storico per limitatezza». Quanto alla dinamica tendenziale degli impieghi all’economia che evidenzia ancora il segno meno davanti, il rapporto dell’associazione dei banchieri parla di una sitauzione di assestamento, nella quale occorre tener conto anche di una domanda di credito ancora bassa:il complesso dei finanziamenti (privati e amministrazioni pubbliche) ha registrato una contrazione su base annua del 2,9%, lo stesso valore del mese precedente, e in netto miglioramento rispetto al -4,5% di novembre 2013, quando aveva raggiunto il picco negativo. In particolare, a maggio i finanziamenti a famiglie e imprese si sono posizionati sul -2,1% come variazione annua, lo stesso valore registrato ad aprile.

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