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Sofferenze ancora in calo a ottobre

Prestiti in aumento di un punto e nuova discesa dei crediti in sofferenza nel mese di ottobre. Secondo le ultime statistiche diffuse ieri dalla Banca d’Italia gli Npl hanno segnato un calo del 5,5% su base annua, contro il -6,1% del mese di settembre. Guardando alle consistenze siamo a 173,8 miliardi lordi e poco più di 66 miliardi al netto dei fondi rettificativi (nell’ottobre del 2016 il livello era ancora a 85,4 miliardi).
I nuovi dati confermano il trend fotografato, appena una settimana fa, nel Rapporto sulla stabilità finanziaria, nel quale il miglioramento della qualità degli attivi, e quindi la riduzione del rischio credito delle banche, viene sintetizzato in diversi indicatori tra cui il Texas ratio, ovvero il rapporto tra i crediti deteriorati lordi e la somma del capitale di migliore qualità e le rettifiche di valore, in calo di 15 punti nei primi sei mesi dell’anno al 93% (90% se si tiene conto dell’aumento di capitale di Mps).
Dietro a queste dinamiche il c’è traino della buona congiuntura economica. I prestiti al settore privato, corretti per tener conto delle cartolarizzazioni e degli altri crediti ceduti e cancellati dai bilanci bancari, sono cresciuti come detto dell’1% su base annua (+0,7 % in settembre), mentre i prestiti alle famiglie sono saliti del 2,8% (2,6 nel mese precedente). In lieve calo invece (-0,5%) quelli alle aziende.
Cruciale resta l’ancora bassa domanda di nuovi crediti, nonostante il più che favorevole contesto di tassi ai minimi, nel quale di mese in mese si registrano variazioni quasi impercettibili. A ottobre, in particolare, i tassi di interesse sui prestiti erogati alle famiglie per l’acquisto di abitazioni, comprensivi delle spese accessorie, si sono fermati al 2,4% (2,41 nel mese precedente); quelli sulle nuove erogazioni di credito al consumo all’8,46 per cento. I tassi di interesse sui nuovi prestiti alle società non finanziarie sono risultati invece pari all’1,50% (1,48 in settembre), mentre quelli sui nuovi prestiti d’importo fino a 1 milione di euro sono stati pari al 2,02%. Oltre quella soglia i tassi si sono fermati invece all’1,06%.
In crescita anche depositi del settore privato (+4,9% su base annua (6% in settembre), mentre la raccolta obbligazionaria è diminuita del 16,7%. I tassi passivi sul complesso dei depositi in essere sono stati pari allo 0,38%.
Sulle obbligazioni bancarie il Rapporto di stabilità segnala che a fine 2018 arriveranno a scadenza 83 miliardi di titoli e, nei due anni successivi, altri 91 miliardi, mentre le obbligazioni subordinate detenute dalle famiglie e in scadenza entro il 2020 sono pari a 8,2 miliardi.
Altro dato interessante delle statistiche di ieri riguarda il portafoglio dei titoli del debito pubblico delle banche. A ottobre il sistema deteneva 359,1 miliardi di titoli pubblici, di cui 351, 3 sono titoli di Stato (i più presenti sono i BtP, pari a 257,9 miliardi), vale a dire circa 12 miliardi in meno rispetto a settembre. Un anno prima, nell’ottobre del 2016, il livello era oltre 400 miliardi. Nei 12 mesi terminati a settembre la quota di questi titoli di debito sul totale delle attività è calato dal 9,8% al 9,1% per il sistema e dal 7,4 al 6,4% per i gruppi più significativi (i livelli erano, rispettivamente, pari al 3,6% e al 2,3% nel 2007).

Davide Colombo

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