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Société Générale batte le previsioni

PARIGI. Dal nostro corrispondente
A Société Générale non è bastato chiudere il primo trimestre sostanzialmente in linea con le attese del mercato, realizzare una buona performance nelle attività di Cbi (in particolare sul fronte dei tassi, dei cambi e delle materie prime) e rassicurare sul raggiungimento dei livelli di solvibilità richiesti (e nei tempi richiesti) senza particolari difficoltà. La Borsa, che forse guarda già al futuro prossimo e si chiede se questi risultati verranno confermati, dopo aver reagito bene premiando il titolo in apertura con un aumento del 4% (il più forte incremento del Cac40) lo ha penalizzato in chiusura con un calo del 4,6% (a 17,20 euro), appena meglio del fanalino di coda Peugeot.
Prima banca francese a pubblicare i propri risultati, SocGen ha registrato nella prima parte dell’anno utili netti per 732 milioni, certo in calo del 20,1% (a cambi correnti, del 21,4% a cambi costanti) rispetto allo stesso periodo del 2011 (916 milioni) ma di fatto confermando il consensus degli analisti (748 milioni). Migliorando inoltre, di 35 punti base rispetto a fine 2011, il ratio Core Tier 1 portandolo a quota 9,4 per cento.
Ha inoltre proseguito lo sforzo di riduzione degli asset, a partire da quelli dell’investment banking, cedendo nel primo trimestre altri 6,4 miliardi e portando il totale, tra ottobre e marzo, a oltre 16 miliardi.
«Il gruppo – ha commentato il presidente Frédéric Oudéa – ha proseguito la sua trasformazione pur continuando a finanziare l’economia con grande dinamismo. Abbiamo continuato sulla strada di un rafforzamento della struttura finanziaria, in particolare i mezzi propri, con un ratio di solvibilità in forte progressione. Ribadiamo la priorità di una gestione rigorosa dei rischi, di un controllo dei costi di gestione, una riduzione dei bisogni di liquidità e un rafforzamento del capitale. I risultati del primo trimestre e le prospettive dei due prossimi anni confermano la nostra capacità di essere puntuali all’appuntamento con i vincoli di Basilea 3 all’orizzonte 2013 senza far ricorso al mercato». Raggiungere cioè quota 9-9,5% senza un aumento di capitale.
Per arrivare a un ratio del 9%, SocGen deve incrementare i mezzi propri di 210 punti base. Per due terzi questo risultato sarà raggiunto mettendo via via a riserva una quota degli utili trimestrali. I restanti 70 punti devono venire dalla riduzione del bilancio. E oltre un terzo del cammino è già stato fatto. Tant’è che il gruppo non ritiene di essere costretto a un processo di cessioni troppo penalizzante.
Si incattivisce intanto lo scontro giudiziario con l’ex trader Jérome Kerviel, il cui processo in appello è previsto tra il 4 e il 28 giugno. Alle due denunce annunciate dall’avvocato di Kerviel nei confronti della banca, accusata di aver fornito informazioni false alla magistratura e di aver manipolato le registrazioni delle dichiarazioni del trader, SocGen ha reagito con una denuncia per calunnie.

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