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Società tra professionisti al via

Lavori in corso per le Società tra professionisti. Dal 22 aprile, infatti, per effetto della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Regolamento che attua la legge di stabilità 2012 sarà possibile dare vita alle nuove Stp, società anche di capitali e aperte ai soci tecnici. Ecco perché, le professioni di area tecnica e i periti industriali in particolare, che da sempre hanno visto in questa regolamentazione una leva in più per far fronte alla crisi, stanno mettendo a punto una sorta di vademecum interpretativo su quei passaggi particolarmente critici che prestano il fianco a molteplici interpretazione. Uno dei punti più discussi è quello relativo all’iscrizione della società e alla disciplina a cui essa deve rispondere. La legge di stabilità del 2012 ha infatti chiarito che «i professionisti soci sono tenuti all’osservanza del codice deontologico del proprio ordine, così come la società è soggetta al regime disciplinare dell’ordine al quale risulti iscritta». Nei fatti, questo si concretizza con l’obbligo, per le società tra professionisti, di iscriversi, oltre che nella sezione speciale degli albi o dei registri degli ordini o dei collegi (gli ordini e i collegi dovranno predisporre una sezione ad hoc) anche nel registro delle imprese tenuto dalle Camere di commercio. Questo significa che resta ferma la responsabilità disciplinare del socio professionista, che continua a essere vincolato al proprio codice deontologico e che, in base a questo, risponde in via disciplinare. E che inoltre, la società, a sua volta, è responsabile secondo le regole deontologiche dell’ordine a cui è iscritta. Una disciplina lineare, quindi, nel caso di Stp costituite da professionisti iscritti tutti allo stesso ordine o collegio. La questione si fa più intricata se si prendono in considerazione le società multidisciplinari, cioè costituite per esercitare più attività professionali e alle quali, quindi, possono partecipare professionisti iscritti a ordini o collegi differenti. In questo caso, il regolamento prescrive che questo tipo di società deve essere iscritta nell’albo o nel registro dell’ordine o collegio professionale relativo all’attività individuata come «prevalente» nello statuto o nell’atto costitutivo. Di conseguenza, la Stp risponde disciplinarmente delle violazioni delle norme deontologiche dell’ordine o collegio dell’attività prevalente. Ma che cosa accade, per esempio, se una Stp formata da un commercialista e da un perito industriale con attività prevalente quella del perito industriale (settore ingegneria) e, quindi, iscritta solo all’albo dei periti industriali, viola una norma deontologica dell’Ordine dei commercialisti? Che ad essere sanzionata sarà la società con le regole deontologiche dei periti industriali. Meglio sarebbe utilizzare il passaggio contenuto nella relazione di accompagno al regolamento che precisa che i professionisti potrebbero non identificare un’attività dell’ente come «prevalente», lasciando aperta l’opzione di una plurima iscrizione e, quindi, dell’applicazione di più regimi disciplinari. Questo permette non solo una corretta applicazione dei regimi disciplinari, che sono differenti da professione e professione, ma assicura anche una correttezza e una trasparenza informativa all’interno fra i soci e all’esterno per gli utenti finali.

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