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Società senza privacy

Le società non hanno una privacy. Le richieste di accesso civico ad atti e documenti detenuti dalla p.a. relativi a persone giuridiche non possono essere stoppate dalla normativa sulla protezione dei dati. Questa tutela espressamente le persone fisiche. Lo ha precisato il garante della privacy con due pareri (provvedimenti n. 49 del 9 febbraio 2017 e n. 58 del 16 febbraio 2017) su altrettante istanze di accesso, formulate ai sensi dell’articolo 5, comma 2, del dlgs 33/2013 (il Foia-Freedom of information act italiano).

Si aggiunge, però, che se la privacy (articolo 5 bis, comma 2, lett. c, dlgs 33/2013) non è di per sé uno scudo per società e persone giuridiche, queste, però, potrebbero invocare a schermare i propri dati gli interessi economici e commerciali, compresi la proprietà intellettuale, il diritto d’autore e i segreti commerciali (articolo 5 bis, comma 2, lett. c, dlgs 33/2013). Ma vediamo i casi esaminati dal collegio presieduto da Antonello Soro.

Il primo parere ha riguardato un richiesta di accesso civico avente a oggetto l’elenco degli esercizi commerciali che hanno ricevuto sanzioni amministrative per aver violato le norme sull’igiene e la sicurezza alimentare, includendo importo e motivo della sanzione. Nel proprio parere il garante ha ricordato l’esclusione delle persone giuridiche dall’elenco dei soggetti cui si applica il Codice della privacy e, quindi, la normativa sulla riservatezza fa un passo indietro. Peraltro i nominativi dei soggetti sanzionati e, in alcuni casi anche i nominativi degli esercizi commerciali sanzionati (ad esempio le ditte individuali) possono essere identificativi, direttamente o indirettamente, di persone fisiche, e rientrano pertanto nella definizione di dato personale: sta, a riguardo delle persone fisiche, ai singoli enti valutare se sussistano pregiudizi alla riservatezza, tali da bloccare l’accesso civico.

Il secondo caso ha posto all’attenzione del garante i verbali di una società a responsabilità limitata. In questa ipotesi un provvedimento di diniego all’accesso civico non è da fondare proprio sulla tutela dei dati in quanto tale, poiché una srl non beneficia della tutela del Codice della privacy e, di conseguenza, nemmeno della tutela di cui all’articolo 5-bis, comma 2, lett. a), del dlgs n. 33/2013. Alla srl possono applicarsi gli altri limiti e cioè gli interessi economici e commerciali, compresi la proprietà intellettuale, il diritto d’autore e i segreti commerciali.

Antonio Ciccia Messina

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