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Società senza notai: torna il braccio di ferro

Torna la tensione tra governo e mondo del Notariato. Il testo del disegno di legge sulla concorrenza, attualmente al Senato, prevede la possibilità di creare società semplificate e a responsabilità limitata senza il passaggio notarile.
L’abolizione del controllo notarile per alcuni tipi di società (startup innovative e srl semplificate) nasce per velocizzare e semplificare la nascita di nuove attività ma, secondo i notai, sarebbe in assoluta controtendenza con quanto affermato dalle principali organizzazioni internazionali, Ocse e Banca Mondiale, che hanno sottolineato l’importanza di un controllo accurato per evitare l’abuso dello strumento societario (riciclaggio, evasione fiscale, corruzione) e la necessità di un registro delle imprese affidabile. «È del tutto evidente — afferma Domenico Cambareri, consigliere nazionale del Notariato con delega alla comunicazione — che i controlli preventivi del notaio in materia di identità, rappresentanza e applicazione delle norme antiriciclaggio, evasione fiscale e regolarità, contribuiscono a ridurre il rischio di contenzioso e costituiscono una fondamentale fonte di informazioni per il corretto e trasparente svolgimento dei rapporti economici».
Obiettivi e soluzioni
Resta però l’esigenza di essere competitivi a livello internazionale in modo da attrarre un maggior numero di investimenti stranieri. «Non può essere soltanto quello il criterio — continua Cambareri —. Secondo le organizzazioni internazionali attuare nel settore societario una strategia di deregolamentazione al ribasso, rendendo le società estremamente competitive soltanto in termini di costi e procedure costitutive iniziali, significa che il peso della corruzione e degli abusi sarebbe a carico di tutta la comunità, mentre i proventi delle attività abusive sarebbero redistribuiti soltanto tra lobby ristrette».
Il tutto senza dimenticare che negli ultimi due anni un terzo delle nuove società costituite è passata (gratuitamente) dal registro notarile. «Un effetto positivo certificato anche dalle classifiche internazionali sulla competitività come “Doing Business 2015” ricorda Cambareri —. Non a caso, grazie al contributo del notariato per la semplificazione della costituzione societaria, l’Italia ha guadagnato 44 posizioni in due anni ed ha un rango pari a quello degli Usa e della Gran Bretagna e di gran lunga migliore di quello di Svizzera, Spagna, Giappone, Austria e Germania».
L’allarme
Intanto a livello internazionale cresce l’allarme per l’avvento delle shell companies a Londra e New York: nei due mercati immobiliari più ambiti del mondo si sono avventate le speculazioni di gruppi di origine oscura che hanno fatto scattare l’allarme. Non a caso il governo inglese nel 2014 ha abolito la trasmissione telematica degli atti in campo immobiliare ( e-conveyancing ) per l’eccessivo aumento di frodi identitarie e ipotecarie. Non bisogna dimenticare, inoltre, che alla base della stessa crisi finanziaria dei subprime, l’Fbi ha individuato l’insicurezza del sistema immobiliare Usa. Uno scenario che, secondo i notai, potrebbe riproporsi in Italia qualora venissero meno le garanzie del sistema immobiliare. Infatti il sistema degli atti pubblici sottoposti al controllo di legalità preventivo dei notai, risponde al modello auspicato dalla Banca mondiale rispetto ai paesi che utilizzano un registro societario più come semplice archivio».
«Di riconoscimenti il notariato italiano ne ha avuti tanti — ricorda il professionista —. La rilevanza del contributo della categoria in materia è stata di recente evidenziata dal Gafi che nel rapporto sull’Italia (riassume le misure antiriciclaggio e di lotta al finanziamento del terrorismo) ha più volte rimarcato l’operato del notariato rispetto alle altre categorie professionali che, insieme ad altri elementi del sistema Italia, ha permesso di ottenere un ottimo risultato comparato con gli altri sistemi esteri soprattutto in campo societario».

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