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Semplificazione «virtuale» per le società di persone e gli enti assimilati

Semplificazione «virtuale» per le società di persone e gli enti assimilati con esercizio non coincidente con l’anno solare obbligati a utilizzare ancora i modelli dichiarativi più vecchi, anche se risultano già approvati i nuovi.

Il decreto legislativo concernente la semplificazione fiscale, licenziato dal consiglio dei ministri lo scorso 30 ottobre, e finalizzato a razionalizzare gli adempimenti tributari, non appare sempre ispirato da una visione aderente alla realtà operativa con la quale devono confrontarsi i contribuenti e gli intermediari abilitati alla trasmissione delle dichiarazioni, non favorendo le più semplici regole informatiche che, attualmente, caratterizzano l’invio telematico delle dichiarazioni.

Già sono state sollevate fondate eccezioni rispetto ai pesanti profili di responsabilità, a carico dei professionisti e dei Caf, in tema di modello 730 precompilato: tali soggetti rispondono, infatti, a titolo di responsabilità, per l’errato controllo dei dati documentali e sono tenuti, nei confronti dello stato o del diverso ente impositore, al pagamento di un importo corrispondente alla somma dell’imposta, degli interessi e della sanzione nella misura del 30%, salvo che l’infedeltà del visto derivi da una condotta dolosa o gravemente colposa del contribuente.

In difetto, è esclusa la rivalsa sul contribuente, poiché la norma tiene conto dell’affidamento di questi ultimi circa la definitività del rapporto tributario relativo alla stessa dichiarazione, nei casi di visto di conformità infedele.

Lo schema di decreto aggiunge, però, anche altre complicazioni: è il caso del riformulato comma 1, dell’art. 1, dpr n. 322/1998, che disciplina i criteri di redazione e sottoscrizione delle dichiarazioni ai fini delle imposte sui redditi e dell’Irap.

Il testo novellato conferma, anzitutto, che le dichiarazioni dei soggetti con periodo d’imposta coincidente con l’anno solare devono essere redatte su modello conforme a quello approvato entro il 31 gennaio dell’anno successivo; con la soppressione delle parole «relativamente si soggetti di cui all’articolo 2, comma 2» (ossia dei soggetti Ires), sia le società di capitali (come già avveniva), sia le società di persone e gli enti non commerciali, con periodo d’imposta non coincidente con l’anno solare, devono utilizzare i modelli approvati entro il 31 gennaio per le dichiarazioni relative al periodo di imposta in corso alla data del 31 dicembre dell’anno precedente a quello di approvazione. In pratica, tutte le società e gli enti non commerciali, con periodo d’imposta «a cavallo», utilizzeranno i modelli approvati nel corso dello stesso anno solare in cui si chiude l’esercizio di riferimento; esemplificando, se il periodo d’imposta inizia in data 1/09/2014 e termina il 31/08/2015, il modello fiscale da trasmettere è quello approvato entro il 31/01/2015.

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