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Società, polizze, tirocini: svolta più vicina

Riforma degli ordinamenti professionali, nuovi parametri per quantificare i compensi al posto delle tariffe minime (abrogate) e disciplina delle società fra professionisti. Sono queste le tre “partite” aperte che stanno per chiudersi, cambiando le regole per oltre due milioni di professionisti italiani.
Riforma degli ordinamenti
Dovrebbe finire entro luglio l’iter del Dpr di riforma degli ordinamenti professionali che deve tradurre in pratica le regole di liberalizzazione previste dalla manovra dell’estate scorsa (Dl 138/2011). Lo schema di decreto è stato approvato in prima lettura dal Consiglio dei ministri il 15 giugno ed è stato esaminato la settimana scorsa dal Consiglio di Stato. Il testo sarà al centro di un confronto fra il Comitato unitario delle professioni (Cup) e il ministro della Giustizia Paola Severino giovedì di questa settimana.
I professionisti dovranno avere un’assicurazione per i danni derivanti dall’attività professionale, comprese quelle di custodia di documenti e di valori ricevuti dal cliente. La pubblicità diventa libera: sarà ammessa con ogni mezzo quella «informativa» che riguarda le specializzazioni, i titoli del professionista, la struttura dello studio e anche i compensi richiesti per le prestazioni. Tutto questo purché la pubblicità sia corretta, non violi il segreto professionale, e non sia ingannevole o denigratoria. Il tirocinio sarà obbligatorio per tutte le professioni (anche per gli Ordini che oggi non lo prevedono), durerà 18 mesi e dovrà prevedere, oltre alla pratica svolta in uno studio, la frequenza per almeno sei mesi di corsi di formazione. Il professionista sarà obbligato a seguire percorsi di formazione continua permanente. Le questioni disciplinari saranno affidate, per le professioni diverse da quelle sanitarie, a consigli di disciplina territoriali, che saranno organi diversi da quelli con funzioni amministrative. I singoli Ordini stanno completando poi l’armonizzazione dei propri ordinamenti ai principi fissati dal Dl 138/2011: tutte le disposizioni in conflitto con questi, infatti, saranno soppresse dal prossimo 13 agosto.
Società fra professionisti
È in dirittura d’arrivo il decreto ministeriale che traccia le regole delle nuove società tra professionisti, introdotte dalla legge di stabilità 2012 (legge 183/2011) e poi modificate dal Dl 1/2012 sulle liberalizzazioni (che ha limitato a un terzo la partecipazione al capitale del socio non professionista).
Il provvedimento è stato già esaminato dal Consiglio di Stato: la versione finale del testo (si veda Il Sole 24 Ore del 5 luglio) sembra fissare, sia per il professionista, sia per il socio di capitale, il divieto di partecipare a più di una società. La norma sull’incompatibilità prevede infatti che «i soci per finalità d’investimento possono far parte di una società professionale solo ove non abbiano riportato condanne definitive e siano in possesso dei requisiti di onorabilità previsti per l’iscrizione all’albo professionale cui la società è iscritta».
Resta ancora irrisolto, invece, il problema della qualificazione del reddito prodotto dalle società tra professionisti e della contribuzione alle casse professionali da parte dei soci.
Nuovi compensi
Le vecchie tariffe minime sopravviveranno fino al 22 luglio: così prevedeva il Dl sulle liberalizzazioni che le ha abrogate. È in arrivo (già esaminato dal Consiglio di Stato il 21 giugno) il regolamento del ministero della Giustizia che definisce i parametri in base ai quali dovranno essere versati ai professionisti i compensi da parte degli organi giurisdizionali e in base ai quali sarà determinato l’importo a base d’asta nelle gare su prestazioni tecniche come la progettazione o la direzione dei lavori. Lo schema di regolamento consente però di variare del 60% verso l’alto o verso il basso nella definizione del compenso rispetto al valore generale. Una regola, questa, su cui le professioni tecniche sono pronte a chiedere modifiche.

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