Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Società multiprofessionali con riserve

La società tra professionisti (Stp) può essere costituita da soci professionisti iscritti a diversi ordini professionali (oltre che da soci “tecnici” e da soci “di capitale”, ma con il limite che i 2/3 dei voti competono comunque ai professionisti): è quanto dispone l’articolo 10, comma 8, legge 183/2011 («La società tra professionisti può essere costituita anche per l’esercizio di più attività professionali»), che legittima dunque le società multiprofessionali (o multidisciplinari). A questa previsione consegue quella del regolamento attuativo (il Dm Giustizia 8 febbraio 2013, n. 34), il cui articolo 8, comma 2, prescrive che «La società multidisciplinare è iscritta presso l’albo o il registro dell’ ordine o collegio professionale relativo all’attività individuata come prevalente nello statuto o nell’atto costitutivo».
Al cospetto di questa normativa pare, a prima lettura, che vada in soffitta ogni precedente previsione di divieto di aggregazione multiprofessionale. Ma non è così. Iniziando dai notai (che nella legge professionale hanno un rigoroso divieto di associazione con altri professionisti), la relazione accompagnatoria al Dm 34/2013 esplicita che «deve ritenersi che lo svolgimento di pubbliche funzioni, quale quella notarile, non può costituire oggetto di attività in forma societaria». Quindi, se i notai non possono fare società, tanto meno si pone il problema dell’esercizio associato della professione con altri professionisti.
Quanto agli avvocati, occorre anzitutto considerare che la legge 247/2012, all’articolo 5, comma 2, reca una delega al Governo per emanare un decreto che sia espressione del principio secondo il quale sia possibile l’esercizio della professione forense in una forma societaria (società di persone, società di capitali o società cooperative), ma con la precisazione che soci ne potranno essere solo avvocati iscritti all’albo.
Più liberale la legge forense è invece sulle associazioni cui partecipi un avvocato. Da un lato, infatti, è disposto che l’associazione tra avvocati può annoverare tra gli associati «anche altri liberi professionisti appartenenti alle categorie» da individuarsi «con regolamento del Ministro della giustizia» (articolo 4, comma 2, legge 247/2012); d’altro lato, nel medesimo comma si afferma che «La professione forense può essere altresì esercitata da un avvocato che partecipa ad associazioni costituite fra altri liberi professionisti».
Scartando dunque che i notai si associno a chiunque e che le società tra avvocati non tollerano altrui “intrusioni”, per esercitare la professione in collaborazione con un avvocato occorrerà scegliere la forma della associazione professionale. Tabù è pure l’aggregazione con i farmacisti, poiché la legge 362/91 consente che alle società tra farmacisti partecipino solo farmacisti iscritti all’albo in possesso del requisito dell’idoneità.
Le società multiprofessionali restano però nella disponibilità degli altri professionisti ordinistici. Non vi sono limiti nemmeno con riferimento alle professioni non organizzate in Ordini, Albi o Collegi, per le quali la legge 4/2013 consente l’esercizio in forma societaria senza limitazioni.
Tornando alle professioni ordinistiche, le società multiprofessionali avranno anzitutto il tema di scegliere l’Ordine professionale al quale iscriversi: su questo punto, il regolamento attuativo, come detto, indica che tali società si dovranno aggregare all’Ordine corrispondente all’attività professionale dichiarata come “prevalente” nello statuto della Stp stessa. Quanto, infine, ai temi disciplinari, ferma restando la responsabilità disciplinare individuale del socio professionista, secondo le regole dell’Ordine al quale egli appartiene, la Stp risponderà disciplinarmente secondo le regole deontologiche dell’Ordine cui essa è iscritta.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Le previsioni della Commissione europea sull’economia dell’Unione e dell’Italia rappresentano ...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Con un coordinamento esemplare, le due maggiori economie mondiali hanno rilasciato una "doppietta" d...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Il 2021 offre un parziale esonero contributivo, pari a un massimo 3mila euro, a lavoratori autonomi ...

Oggi sulla stampa